Un episodio raro e significativo ha accomunato le forze politiche di Orvieto, rompendo lo schema abituale di contrapposizioni e divisioni ideologiche. Sedici consiglieri comunali e il sindaco, espressione di una maggioranza di centrodestra, hanno votato all’unanimità la mozione presentata dall’opposizione per il riconoscimento della Palestina e il sostegno alla prospettiva dei “due Popoli e due Stati”. Dopo l’ok in aula un grande applauso che ha coinvolto anche i tanti presenti dei movimenti pro Palestina.

Orvieto riconosce lo stato di Palestina Il testo originario è stato modificato con l’emendamento proposto dal sindaco Roberta Tardani  anche questo approvato all’unanimità dall’assemblea. Con l’atto, il consiglio comunale di Orvieto «condanna con fermezza le gravi violenze avvenute e in corso nei territori palestinesi e israeliani, che hanno provocato un numero inaccettabile di vittime civili e una drammatica crisi umanitaria, e riafferma la necessità inderogabile di tutelare con ogni mezzo la popolazione civile, nel rispetto del Diritto internazionale umanitario, considera urgente e necessario sostenere ogni iniziativa politica e diplomatica volta al raggiungimento di una pace giusta e duratura in Medio Oriente e a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo, al fine di preservare nell’ambito del rilancio del processo di pace la prospettiva dei “due popoli, due Stati”, apprezza e sostiene l’attività delle tante realtà impegnate quotidianamente nella promozione di politiche di pace, solidarietà e dialogo tra i popoli, chiede al Parlamento e al Governo Italiano di agire, in sede nazionale ed europea, affinché siano create le condizioni politiche e diplomatiche per il riconoscimento dello Stato di Palestina nell’ambito di un processo negoziale che garantisca sicurezza, dignità e autodeterminazione a entrambe le popolazioni; a sostenere ogni percorso condiviso con i partner europei e internazionali finalizzato alla cessazione delle ostilità e a favorire la ripresa di un processo di pace effettivo e duraturo». 

Plauso del Pd Il partito Democratico di Orvieto ha voluto esprimere il proprio apprezzamento per questo gesto, riconoscendo al centrodestra di aver superato limiti ideologici nei confronti di una questione che, pur essendo politica, richiama prima di tutto un’istanza di umanità e responsabilità condivisa. Un voto non scontato, che si presenta come un segnale di maturità e responsabilità politica in un momento in cui la divisione prevale spesso sul dialogo: «Con questo atto, la città di Orvieto conferma la propria adesione a un principio fondamentale: la pace non è un’astrazione, ma il frutto di decisioni concrete, assunte con senso di responsabilità e spirito di unità». La strategia del Pd è stata anche pragmatica: ritirando le mozioni precedenti, si è spianata la strada a una discussione unitaria, che ha evitato inutili resistenze e risse politiche. Un percorso costruttivo ricordato come una possibile inversione di tendenza, dove prevale la volontà di agire responsabilmente piuttosto che restare impantanati in divisioni di parte. Il Pd invita a guardare oltre le simboliche contrapposizioni, immaginando un futuro in cui la politica sappia proteggere la vita e la pace, piuttosto che favorire violenze e conflitti. Allo stesso tempo, il partito conferma il proprio impegno a mantenere vivi il dibattito pubblico e la ricerca di soluzioni concrete ai bisogni della città, abbattendo steccati e inutili divisioni.

Sintesi condivisa e responsabile «La votazione unanime dell’ordine del giorno – commenta il sindaco Roberta Tardani – dimostra che, anche su temi complessi e di rilievo internazionale, le diverse sensibilità delle forze politiche e civiche che compongono il consiglio comunale possono trovare un punto di sintesi condiviso e responsabile. Con l’emendamento che abbiamo proposto come maggioranza abbiamo voluto innanzitutto ribadire con chiarezza la condanna di ogni forma di violenza e la profonda preoccupazione per quello che sta accadendo ma anche l’importanza di un processo di pace fondato sul dialogo e sul rispetto del diritto internazionale. Per questo ringrazio i gruppi di minoranza che hanno compreso e accolto lo spirito della nostra azione. Con questo atto – aggiunge – lanciamo un forte segnale politico da parte della città, che ha sempre espresso con coerenza i valori di solidarietà, convivenza e pace. In un momento storico segnato da profonde tensioni e sofferenze, questa presa di posizione vuole anche ribadire il ruolo centrale delle istituzioni locali nel promuovere e impegnarsi per la difesa dei diritti umani ed è il contributo politico e istituzionale della nostra comunità affinché l’Italia e l’Unione Europea continuino a lavorare per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, basata sulla prospettiva dei due popoli e due Stati».

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