Prosegue lo sciopero a oltranza alla Trafomec Europe di Tavenelle, iniziato venerdì scorso. Questo l’intervento di Fiom Cgil e Fim Cisl sulla situazione 

di Cristiano Alunni e Gianni Cecchetti

Il sacrificio che i lavoratori stanno facendo è enorme ma le risposte attese non stanno arrivando, anzi, l’azienda continua a non voler ricevere le organizzazioni sindacali, adducendo come motivazione proprio la protesta, sacrosanta, che i lavoratori hanno democraticamente deciso di portare avanti.

In queste giornate si sono svolte continue riunioni, anche con la partecipazione delle istituzioni, nelle quali i lavoratori hanno discusso e valutato le azioni messe sin qui in campo, con le relative conseguenze, dibattendo anche sulle cause che hanno originato questa protesta e sui possibili futuri scenari. Come organizzazioni sindacali e rappresentanze dei lavoratori ci sentiamo in dovere di precisare alcuni aspetti: in primo luogo, deve essere chiaro che se dovessero accadere eventi drammatici per quanto concerne l’attività produttiva di Trafomec, a tutti potranno essere addebitate responsabilità, salvo che ai lavoratori. Lavoratori che hanno fatto sacrifici enormi riducendosi lo stipendio, dando sempre massima disponibilità all’azienda, sopperendo alle carenze organizzative e produttive, facendosi spesso carico anche di responsabilità non proprie. Tutto ciò a fronte di un management che doveva rilanciare l’azienda, ampliarla nell’organico e stabilizzarla dal punto di vista produttivo.

Insomma, i sindacati tornano a ribadire che i lavoratori hanno fatto la propria parte, mentre l’azienda no. E per questo è ancor più inaccettabile che questa si arroghi pure il diritto di evitare il confronto con i lavoratori, che stanno pagando di tasca propria questa protesta, causata da una gestione completamente negativa proprio da parte dell’azienda. I lavoratori esigono rispetto e pretendono l’incontro senza pregiudiziali da parte aziendale.

*Segretari Fiom Cgil e Fim Cgil di Perugia

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2 replies on “Trafomec, Cgil e Cisl mettono le mani avanti: «Se l’azienda chiude non è colpa dei lavoratori»”

  1. I sindacati dovrebbero aver la decenza di tacere , visto che sono i veri responsabili dello stato attuale di agonia della Trafomec . Hanno difeso, come solito fare , i noti fannulloni aziendali ( tutti sappiamo chi sono….. ) , che tutto avevano meno che la voglia di lavorare , hanno abusato dei permessi sindacali e anche , pensate un po, dell’uso legittimo della legge 104.
    Altro che sacrifici dei lavoratori , i nodi sono venuti al pettine , si paga la sciagurata politica sindacale che la Fiom ha condotto sino ad oggi , che ha incentivato negli anni il menefreghismo all’interno della fabbrica.
    VERGOGNA!!!!!
    Se chiude , allora la Trafomec applica un suo giusto diritto d’impresa.

  2. Spettabile Persico: i Sindacati hanno tanti difetti ed errori qui ne hanno sicuramene fatti. Ma questa Azienda ha subito vicissitudini che non dipendono certo dai Sindacati. Io vi ho lavorato: c’è stato un arresto nel 2011 per distrazione di fondi (5 MEur) a seguito di una indagine della Banca d’Italia, poche settimane dopo il principale Investitore fu arrestato (per altro fatto giudiziario) perchè aveva “distratto” addirittura 50 MEur (guardi le cronache del mese di Marzo-Aprile 2011 e Settembre 2011).
    Da tempo questa Azienda ha la Direzione che fu spostata prima a Milano (2011) e, dal 22 Dicembre 2014 (un giorno prima del fallimento della Trafoitalia – garante dei dipendenti e dei soldi da dare ad essi per aver accettato la mobilità), fu fusa con la Trafomec Europe SA e la sede spostata a Locarno (Ticino – Svizzera).
    Queste manoivre non le hanno fatte i Sindacati. Semmai non sono stati capaci di informarsi, ma solo di alzare la voce e chiedere fondi alla Regione, non di chiedere che la testa dell’Azienda rimanesse qui.

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