Enrico Letta

di Mario Bravi, Ulderico Sbarra, Claudio Bendini*

Al presidente del consiglio dei ministri, Enrico Letta

I segretari generali di Cgil-Cisl-Uil  dell’Umbria sono a significarle una forte preoccupazione per la situazione di indeterminatezza in cui si trova il sito industriale Acciai Speciali Terni rispetto al processo di vendita, i cui tempi rischiano di diventare un ostacolo per la difesa del ruolo strategico delle produzioni e, di conseguenza, dei livelli occupazionali. Si ribadisce l’esigenza di conoscere nel dettaglio il piano industriale presentato nelle offerte e le modalità operative in esso contenute. Diventa indispensabile, affinché AST continui ad avere un futuro industriale, accelerare i tempi entro i quali si possa fare chiarezza sulla futura proprietà del sito. Per le OO.SS. è necessario individuare un partner industriale capace di competere sui mercati internazionali e con le risorse finanziarie per far funzionare una struttura produttiva complessa come quella di AST. Cgil-Cisl-Uil dell’Umbria esprimono preoccupazione, inoltre, per le conseguenze della dilatazione dei tempi, quali il calo dei volumi registrato negli ultimi mesi, che rendono così il sito meno competitivo. Si ribadisce che, nelle procedure di vendita, valori come quello dell’integrità dell’Ast non possono essere scalfiti da decisioni penalizzanti uno strategico e importante impianto industriale per il paese. Nel confermare piena fiducia per l’operato delle istituzioni, del ministero e delle organizzazioni sindacali nazionali, si evidenziano i rischi di una situazione complessa che vede, da un lato, la contrazione del mercato e delle vendite e dall’altro, la procedura in corso per la vendita del sito produttivo ternano di cui si sta occupando anche la Commissione europea e sulla quale non c’è alcuna certezza neppure sulla proroga dei tempi concessa. Le ricordiamo che nello stabilimento di Terni si producono acciai speciali la cui strategicità è fondamentale per il sistema Italia (unica produzione in tutto il Paese) e vi operano 2850 dipendenti diretti e circa 2000 indiretti, e che dovrebbe comportare la presenza dei lavoratori di Terni nel Cae. Per questa ragione siamo a chiederle un intervento diretto nei confronti di Outokumpu, della Commissione europea e dei soggetti industriali che hanno manifestato l’interesse per l’acquisizione, al fine di garantire la tutela del sito siderurgico ternano che, con le sue produzioni, rappresenta una eccellenza nel contesto nazionale. Ringraziandola per l’interesse che ha già manifestato per il sito ternano e per ciò che riterrà opportuno promuovere per garantirne il futuro, le inviamo cordiali saluti.

*Segretari generali regionali di Cgil, Cisl, Uil

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.