Il blitz messo in atto venerdì 11 luglio dalla Forestale, al canile Colleluna di Terni, ha fatto e fa discutere. La presidente locale dell’Ente nazionale per la protezione degli animali (Enpa), Patrizia Fancelli, ha deciso di prendere posizione con una lettera inviata al sindaco, Leopoldo Di Girolamo. Ecco il testo della lettera.
di Patrizia Fancelli*
Egregio Sindaco, sicuramente saprà che venerdì 11 luglio, il corpo forestale dello Stato, su mandato del magistrato, si è presentato in forze a Colleluna, per effettuare il controllo dei chip dei 500 cani ospitati nel canile comunale.
Abbiamo personalmente assistito al blitz, abbiamo personalmente visto lo stupore ed il dolore negli occhi delle volontarie dell’associazione ‘Grandi amici’ che da anni opera all’interno della struttura, che nella stessa mattinata si erano viste perquisire la propria abitazione da agenti della Forestale in cerca di non si sa bene quali cani.
Abbiamo visto agenti Asl trascinare fuori dai box col cappio, al buio e sotto la pioggia, animali anziani e malati, ai quali era stato impedito di somministrare le cure prescritte dai veterinari, per effettuare la lettura dei microchip. Abbiamo visto la responsabile dell’associazione trattenersi fino a notte fonda e sotto una pioggia torrenziale, per controllare che i cani venissero reinseriti nei box giusti evitando così probabili aggressioni
Abbiamo pensato sgomenti di essere testimoni di un evento eccessivo ed inusuale, per le motivazioni e per le modalità di effettuazione. E’ stato naturale chiedersi: perché?
Se il magistrato ha ordinato questo blitz ci deve essere stata a monte una denuncia o un esposto di qualcuno che ha deciso che le volontarie dell’associazione danno fastidio, sono un ostacolo nei piani che prevedono lo svuotamento dei canili, con gli animali spediti come pacchi postali non si sa bene dove.
Già il Comune di Terni, per il suo atteggiamento responsabile e contrario alle deportazioni, è stato fatto oggetto di denunce al Tar ed alla Corte dei conti. Per fortuna il Tar gli ha dato ragione, ponendo la prima pietra contro un traffico di animali, organizzato su tutto il territorio nazionale, che rappresenta per la malavita il terzo business per introiti, dopo droga e appalti. Quando finalmente sapremo da chi viene l’esposto, sapremo anche se questo sospetto trova conferma nella realtà.
L’Enpa, che da anni conosce la dedizione ed il sacrificio disinteressato delle volontarie dei “Grandi amici”, presenti da più di 20 anni all’interno della struttura a garanzia del benessere animale, che ha visto Colleluna trasformarsi da canile lager in struttura all’avanguardia a livello nazionale, non può che schierarsi a fianco del Comune di Terni e delle volontarie dei ‘Grandi amici’.
Forza Silvia, Simona, Giuliana. Forza Federico, coraggio Sindaco, non permettiamo che quanto di buono è stato fatto finora per il canile e per i suoi ospiti, venga distrutto da chi ha a cuore solo l’interesse personale e la vendetta. L’Enpa, le associazioni della Consulta, i cittadini ternani sono tutti con voi
*Presidente della sezione provinciale Enpa di Terni

conconco con enpa sul giudizio verso silvia,piccoli amici che da decenni si occupano del canile colleluna..spero che si venga ah sapere come si e’ giunti ad spendere risorse che andrebbero dirottate verso chi commette reati verso gli animali veramente.non mollare sulvia