Sandro Corsi

di Sandro Corsi*

Leggiamo con stupore, ma non certo con apprensione, le dichiarazioni rilasciate alla stampa dalle ‘socie lavoratrici più vicine alla dirigenza’ della coop sociale Aidas e dalla presidente stessa, nelle quali si dà notizia di un’azione giudiziaria nei confronti di coop sociale Actl per un presunto e fantasioso danno arrecato di circa otto milioni di euro. Con la conseguenza, quindi, che i problemi finanziari e le difficoltà di Aidas siano dati da questa ragione.

In primo luogo, è importante segnalare che è già in corso, dal 2010, una causa civile tra Aidas e Actl per la definizione di tale contenzioso e la cui prossima udienza è prevista nel 2014. Ora, si apprende che questa disputa legale è stata spostata su terreni di altra natura giudiziaria. In riferimento, in secondo luogo, all’indagine in corso citata dalla Valsenti, con relativa documentazione prodotta ai giornalisti, e in considerazione della doverosa azione intrapresa dalla magistratura, riteniamo che gli organi inquirenti debbano essere rispettati nei tempi e nei modi da essi stessi disposti, nella certezza che la coop sociale Actl, come sempre ha fatto, fornirà tutti i documenti e gli atti richiesti, attendendo con serenità le valutazioni di merito.

Riteniamo comunque che la dichiarata drammatica situazione di ritardo nella corresponsione di otto mensilità per le socie lavoratrici di Aidas abbia forse più a che fare con una ingente esposizione finanziaria tale da aver messo in crisi l’ordinario e dovuto pagamento dei lavoratori. Un’esposizione dovuta magari ad alcune scelte di investimento e/o finanziarie fatte dagli amministratori uscenti: pensiamo sia improprio farne pagare le conseguenze alle proprie socie e additare strumentalmente responsabilità verso altri soggetti imprenditoriali, quali Actl, con azioni potenzialmente diffamatorie.

Ci sembra di vedere un tentativo di vittimismo aziendale e politico, quando in realtà il vice presidente di Aidas, in qualità di ‘privato cittadino’, già nel novembre 2012 inviava un esposto al dipartimento della funzione pubblica contro le attività della coop sociale Actl. Un atto ripreso anche da alcuni consiglieri comunali della città, sempre contraddistintisi per azioni polemiche e di attacco verso la nostra cooperativa e le sue iniziative. Nello stesso periodo veniva inoltrato alla procura l’atto di cui parla la Valsenti in premessa. E tutto ciò, si guardi il caso, ha coinciso con la fase di presentazione e valutazione delle offerte progettuali relative alla gara Asl: altro che ‘cane sciolto che non si piega a lotte di potere’!

La nostra cooperativa è consapevole di avere una maggiore responsabilità anche verso altre coop sociali, sia di servizi socio sanitari che di inserimento lavorativo, una responsabilità data da una posizione di rilievo e credibilità assunta in oltre trentatre anni di onesto lavoro. Siamo assolutamente consapevoli che ciò possa comportare anche attacchi di natura imprenditoriale, politica o personale. Crediamo però che nel caso degli attuali amministratori di Aidas si siano, negli ultimi anni, superati anche i limiti morali ove anche la più aspra lotta imprenditoriale e di interesse deve rimanere.

Auguro davvero, e nel profondo, che la situazione di questa cooperativa si risolva al solo vantaggio delle proprie socie lavoratrici e delle loro famiglie, che in tante, purtroppo, si rivolgono anche a noi come capofila unicamente per avere rassicurazioni sul loro futuro lavorativo. La cooperazione è lavoro e la prima cosa che deve fare un dirigente serio di cooperativa è assicurarlo insieme al giusto stipendio ai propri soci lavoratori. Altrimenti si tradisce lo spirito della cooperazione ed anche l’articolo 45 della Costituzione da cui la stessa trae legittimità giuridico-imprenditoriale.

*Presidente della Coop sociale Actl

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.