
di Maurizio Molinari*
In Umbria, il 3% dei lavoratori del comparto sanitario è coinvolto in contenziosi con l’utenza, con consegeuenti richieste di risarcimento. Una percentuale significativa, ma che è destinata a crescere. Questo a causa delle modifiche introdotte dalla “riforma Brunetta”, che definisce maggiori responsabilità per i dirigenti e per i responsabili di servizi, modificando il rapporto tra i diversi livelli lavorativi. Infatti, il dirigente-responsabile, per evitare “ricadute” sulla propria persona in caso di presunte colpe o negligenze da parte dei dipendenti, deve esercitare controlli serrati per “prevenire situazioni di non corretto adempimento della prestazione lavorativa” e per “controllare l’efficienza della struttura nel suo complesso”. Il risultato è che ogni dipendente, per le proprie competenze, rischia sempre più spesso di dover rispondere a eventuali richieste di risarcimento.
Una conseguenza diretta, questa, della mutata sensibilità dell’utenza, oltre che del continuo aumento dei carichi di lavoro (soprattutto in sanità) a fronte di un numero di dipendenti che, per gli effetti della Finanziaria, sarà bloccato bloccato per i prossimi tre anni. Questo è solo uno dei nuovi aspetti che, previsti dalla riforma Brunetta, è stato dibattuto nel corso del Direttivo regionale della Uil-Fpl dell’Umbria.
La riforma va illustrata nel dettaglio ai lavoratori del settore pubblico, perché la migliore tutela è garantita solo dalla conoscenza dei loro diritti e doveri. Per questo a partire da marzo organizzeremo una serie di incontri informativi presso ogni azienda dell’Umbria. Inoltre per mettere al riparo i dipendenti pubblici da qualsiasi problema legato a possibili contenziosi con l’utenza, la Uil-Fpl ha attuato per i propri iscritti una garanzia assicurativa contro i rischi professionali e per la tutela legale. Uno strumento importante, visto che sempre più aziende ed enti – alla luce delle sopra citate novità della riforma Brunetta – invitano i lavoratori a sottoscrivere dispendiose polizze assicurative in maniera privata.
Ma l’attenzione della Uil-Fpl si rivolge anche alla tutela del “futuro” dei lavoratori. Il passaggio da Tfs (Trattamento fine servizio) a Tfr (Trattamento fine rapporto) definito dalla Finanziaria costringe i lavoratori della sanità e degli enti pubblici dell’Umbria a subire una grave ingiustizia. Infatti, a seguito di tale provvedimento, preso in maniera fin troppo superficiale dal Governo, l’Inpdap dal primo gennaio 2011 ha posto in atto a carico di tutti i dipendenti pubblici (in servizio al primo gennaio 2001) un’illegittima trattenuta del 2,5%”. Risorse che, secondo la Uil-Fpl, anziché essere sottratte potrebbero confluire nel neonato fondo Perseo per la previdenza complementare nei comparti Sanità, Regioni e Autonomie locali. A riguardo siamo pronti ad aprire una dura vertenza se Governo e Inpdap non faranno marcia indietro.
*Segretario provinciale Uil di Perugia
