Riceviamo e pubblichiamo la lettera che ci ha inviato il nostro collega giornalista e lettore Marco Degl’Innocenti sulla vicenda del reportage sulla pista ciclabile del Trasimeno, realizzato dalla tv pubblica tedesca, che ha sollevato un vespaio di polemiche

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Caro Direttore,
non sono un amante dei social networks, quindi non commento attraverso questo tipo di media il pezzo sul servizio della Ciclabile del Trasimeno, ma mi permetto di inviarle questa mail, che – se lo riterrà opportuno – potrà anche rendere pubblica.
Come perugino che da anni vive in Germania, ma da qualche tempo dispone anche di un buen retiro a Panicale, leggo con tristezza simili notizie. Come giornalista e appassionato ciclista, la tristezza si trasforma in rabbia.

Non mi sorprende che l’ARD – indiscutibilmente ente televisivo pubblico di massima serietà, indipendenza e professionalità – abbia deciso di fare un servizio su quello che da anni è uno scandalo. noto non solo a chi abita intorno al lago ed agli appassionati di bicicletta, che sono tanti. I tedeschi amano il Trasimeno e l’Umbria, sono sempre più numerosi quelli che visitano la nostra regione e numerosi anche quelli che vi hanno comprato casali o appartamenti. E si dispiacciono – più che parlare di indignazione – quando vedono come da noi (parlo in generale dell’Italia, di esempi simili ce ne sono a josa ovunque) non solo si butti alle ortiche il pubblico denaro, ma si gestisca nel modo più sciatto (eufemismo) l’enorme patrimonio turistico del quale disponiamo. Mi fa sorridere l’indignazione del presidente della Provincia di Perugia: la tanto decantata Pista Ciclabile del Trasimeno è un solenne bluff.

Non voglio usare la parola truffa, perché, giuridicamente, visto che nessuno – per fortuna – chiede soldi per usarla, non sussiste, nella fattispecie, un indebito profitto. Ma siamo lì, il concetto è quello. La verità che tale pista – nel senso in cui in Germania, Austria, Svizzera, Olanda, Danimarca, Francia, Spagna o, per restare in Italia, in Trentino-Alto Adige, s’intende una pista ciclabile – non esiste assolutamente. Invece, proprio il Lago Trasimeno, con i suoi meravigliosi dintorni collinari, sarebbe ancora più un formidabile punto di attrazione turistica per tanti appassionati delle vacanze in bici – stranieri, ma anche sempre di più italiani – se disponesse di una “vera” pista ciclabile che gli facesse da anello. Magari con collegamenti definiti e ben indicati, attraverso strade vicinali o poco trafficate, con la Valle del Nestore, con la Val di Chiana, il Senese, lo stesso Perugino e perché no anche la zona di Umbertide-Città di Castello.

Invece i poveri ciclistici che si avventurano da quelle parti è già molto che non finiscano sotto le ruote di un autotreno lungo la strada che costeggia il lago da Castiglione a San Feliciano o avventurandosi su quella che sale verso Panicale e riscende a Tavernelle. Per non parlare dell’asfalto in condizioni assolutamente impossibili. Ma tant’è: nessuno sembra comprendere, tra gli amministratori locali, ma anche tra chi – come albergatori proprietari di agriturismo e ristoratori – di turismo dovrebbero vivere, che, la vacanza in bicicletta (statistiche alla mano, facilmente consultabili in Internet) gode di favori sempre maggiori in Europa. E tutto va avanti così, nell’incuria e nel disinteresse generale. Pronti però a fare gli offesi se – a ragione – gli stranieri criticano. Al presidente della Provincia di Perugia consiglierei di dare un’ occhiata alla rete di piste ciclabili della Baviera, dove vivo, prima di offendersi.

Cordiali saluti, buon lavoro e complimenti per la qualità del vostro sito, che mi permette di restare quotidianamente aggiornato su quanto accade nella nostra comunque sempre bella Regione.

Marco Degl’Innocenti

P.S. Prima o poi qualcuno scoprirà anche le “vere” condizioni della “ciclabile” lungo il tracciato dell’ex ferrovia Spoleto-Norcia. Perché non ci fate voi un bel servizio?

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