La presidente Marini con rappresentanti del Soccorso alpino e del 118

Riceviamo e pubblichiamo la nota firmata da diverse sigle sindacali dei vigili del fuoco in merito alla convenzione stipulata tra la Regione e il Soccorso alpino regionale  e rimarcano come, a 20 giorni dalla richiesta di incontro, non siano stati ancora convocati dalla presidente della giunta regionale, Catiuscia Marini

Tramite comunicato stampa, la Regione ha annunciato di aver sottoscritto una convenzione con il Soccorso Alpino e Speleologico Umbro (SASU), con l’obiettivo di «rendere più efficienti ed efficaci gli interventi di soccorso, recupero e trasporto sanitario e non sanitario». Ad una attenta lettura del protocollo emergono inquietanti sconfinamenti in materia di soccorso pubblico che per legge, è materia espressamente riservata allo Stato che la esercita, definendoli compiti istituzionali, attraverso il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Tale convenzione inoltre, prevede la pronta reperibilità ed impiego oneroso h24 dei volontari arrivando addirittura a prevederlo, per il soccorso di natura non sanitaria anche al di fuori degli ambienti montani, in considerazione che, nel protocollo, si amplia volutamente la definizione di ambienti impervi anche a tutti i boschi, i laghi, fin anche “scarpate stradali, ponteggi, ciminiere, abitazioni, ecc.”, ed inoltre, agli «ambienti urbani, rurali, antropizzati, zone artigianali, industriali, ecc». Si legge ancora, testuale «Le prestazioni di intervento non sanitario oggetto dalla presente Convenzione comprendono, altresì gli interventi di urgenza, soccorso e recupero, con o senza personale sanitario, di persone illese minacciate da un’imminente pericolo o, in ogni caso, di persone che si trovano in qualsivoglia difficoltà a causa dell’ambiente ostile ed impervio». Tutto ciò rientra pienamente nei compiti istituzionali dei vigili del fuoco!

Ancora, si legge che la convenzione disciplina l’attività di “elisoccorso S.A.R.” quando invece non è materia di competenza Regionale! Ma vi è di più, nella convenzione la Regione Umbria si spinge anche a promuovere il 118 quale numero unico di soccorso in barba alle normative europee e nazionali che parlano di numero unico di soccorso 112 (sperimentato da 2 anni in Lombardia) e per la mancata applicazione del quale, l’Italia, continua annualmente a pagare sanzioni pecuniarie all’Europa da almeno 5 anni.

Si legge infatti che «Il S.A.S.U. si impegna a diffondere come numero unico di chiamata il 118 su tutto il territorio di competenza della Regione Umbria. Il S.A.S.U. si impegna, altresì, a veicolare per mezzo di idonei supporti le finalità di istituto e le modalità operative del Servizio 118» (Ricordiamo che la convenzione fa riferimento sia ai soccorsi sanitari 118 che non sanitari 115). Con questo atto politico la Regione Umbria ha inteso corrispondere al Soccorso Alpino 750 mila euro a fondo perduto (150 mila € per anni 5) di soldi pubblici per implementare una attività di soccorso che è di esclusiva pertinenza dello Stato, il quale a tal proposito finanzia il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Vista anche la tempistica della sottoscrizione del protocollo, 5 mesi prima delle elezioni Regionali, e scadenza a 5 mesi dalla conclusione del mandato quinquennale, ci viene più di qualche sospetto di un finanziamento con i soldi dei cittadini in realtà rivolto ad avere più consenso elettorale e non un servizio più efficiente ed efficace.

Cosa si sarebbe potuto fare, e quante famiglie in difficoltà si sarebbero potute aiutare con queste risorse se si fossero spese per la sanità o per incrementare il welfare regionale? Questo sì di competenza. Tanto premesso, abbiamo già chiesto l’immediata attivazione del ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, e con il presente chiediamo anche l’intervento della Presidenza del Consiglio e degli organi di controllo regionali e non, affinché si prendano gli opportuni contatti con la Regione Umbria, al fine della sospensione della convenzione. Stiamo valutando attraverso i nostri uffici legali, anche l’opportunità di impugnare il protocollo nelle sedi giudiziarie competenti, Non escludiamo eclatanti forme di protesta mediatiche e non.

Michele D’Ambrogio (Coord. Regionale FP CGIL VVF ), Luca Covarelli (Segretario Regionale FNS CISL), Giuseppe Ferraro (Coord. Regionale UIL VVF), Vincenzo Filice (Segret. Regionale CISAL VVF), Riccardo Langeli (Coord. Regionale Confsal VVF), Marco Bizzarri(Coord. Regionale CONAPO)