Torna la rubrica PIATTO UNICO di Chiara Santilli. Uno spazio-blog all’interno di Umbria24 dove, in un unico post, si mescolano vari ingredienti, amalgamati tra loro. Con un linguaggio diretto e chiaro, arricchito da immagini suggestive (sottotitolo “T’immagini”) e accompagnato da suggerimenti musicali (sottotitolo “In sottofondo”). Con l’invito a seguire Chiara sul suo personalissimo e originalissimo blog.
di Chiara Santilli
Le ultime edizioni del Festival Internazionale del Giornalismo le ho seguite con una certa partecipazione. Non solo per curiosità ma anche per ragioni professionali. Ora leggo che, con tutta probabilità, questa manifestazione chiuderà i battenti almeno per il 2014. Le ragioni sarebbero essenzialmente economiche: il Festival è cresciuto e anche il budget per sostenerlo. La notizia, che sta già facendo il giro del web e suscitando reazioni di stupore e disappunto, mi rattrista molto. Perché questa manifestazione, a parer mio, rappresenta per la città di Perugia un motivo di vanto, di confronto interculturale e di sviluppo turistico-commerciale. Insomma, i giornalisti di mezzo mondo sanno che a Perugia, per cinque giorni all’anno, si raccolgono menti raffinate, comunicatori, professionisti dell’informazione, blogger, giovani volontari, artisti, scrittori di fama internazionale. E ne scrivono. E ne parlano. E la città in quei cinque giorni appare viva, indaffarata, culturalmente elevata. E fuori dai teatri e dai palazzi storici, ci sono persone, di tutte le età e di tutti i livelli sociali, in fila per seguire eventi in cui si discute di nuovi media, di futuro, di scenari politici, di cambiamento, di storie di donne e di uomini.
E ci sono ragazzi e ragazze con il laccetto al collo con la scritta International Journalism Festival (perchè l’inglese, almeno in quei cinque giorni, è quello che dovrebbe essere anche negli altri trecentosessanta, ovvero la nostra seconda lingua), il tablet in mano, il quotidiano sotto braccio e una passione vera in testa che vedi fare su e giù per Corso Vannucci, dalla mattina alla sera. Con l’aria di chi lì non ci è finito per caso ma perchè l’interesse ce l’ha portato. Ecco, l’interesse. Parola cruciale, che muove – o non muove – ogni azione. L’interesse di chi mette in moto un circuito. L’interesse di chi ci entra perché da grande, magari, vorrebbe fare il giornalista. L’interesse di chi lo ha sostenuto e, mi auguro, continuerà a farlo. Perché – e lo affermo da cittadina – qualsiasi manifestazione pubblica originata dalla passione e capace di attrarne dell’altra va tutelata. Costi quel costi.
In sottofondo – Luca Carboni feat. Fabri Fibra, Fisico & Politico (2013)
