Albergatori contrari a tassa di soggiorno

Torna la rubrica PIATTO UNICO di Chiara Santilli. Uno spazio-blog all’interno di Umbria24 dove, in un unico post, si mescolano vari ingredienti, amalgamati tra loro. Con un linguaggio diretto e chiaro, arricchito da immagini suggestive (sottotitolo “T’immagini”) e accompagnato da suggerimenti musicali (sottotitolo “In sottofondo”). Con l’invito a seguire Chiara sul suo personalissimo e originalissimo blog.

di Chiara Santilli

Cari lettori, buon anno!

Immagino che molti di voi, come la sottoscritta, abbiano trascorso le vacanze di Natale tra cibi pesanti, dolci ipercalorici, riunioni con parenti di ogni ordine e grado e con gli immancabili giochi tradizionali che fanno tanto «aggregazione forzata»: dalla tombola al burraco, dal mercante in fiera ai legnetti del Jenga. Ma io, non soddisfatta di tanta abbondanza, ho pensato di inventare un gioco nuovo, semplice e moderno, che vi invito a provare con me. Hic et nunc!

Sedetevi. Chiudete gli occhi e pensate a cinque nomi di cose – piante – animali – colori – persone che sono ancora esenti da tassazione.

Fatto? (Sono sicura che sarete stati rapidissimi!).

Bene, allora vi dico i miei.

Cose: rotolo di carta igienica

Piante: ortica

Animali: gatto randagio

Colori: fucsia

Persone: turisti a Perugia

Ecco, ho perso! Ho sbagliato la categoria «persone».

Dal 1 gennaio, infatti, i turisti che decideranno di alloggiare negli alberghi del comune di Perugia dovranno pagare una tassa di soggiorno. Si tratta di un’imposta – già introdotta in altre città italiane – che fa arrabbiare chi opera nel settore del turismo e, al contrario, rallegrare chi gestisce i conti delle povere casse dell’amministrazione locale.

«Così si uccide il turismo», gridano gli uni, «così si finanziano gli eventi e si recuperano beni culturali e ambientali», rispondono gli altri.

A me – da fanatica quale sono delle vie di mezzo e non delle posizioni estreme – viene in mente una celebre espressione latina: in medio stat virtus. E allora, dove sta la virtù in questo caso specifico? Un’imposizione tributaria è sempre qualcosa che scontenta e che mal si digerisce, specie in un periodo storico come questo, in cui tutto ruota intorno ad una parola chiave: sacrificio. E i sacrifici, in genere, sono implorati dai «ragionieri» dei conti in disordine. L’equilibrio, perciò, sta nel fidarsi o meno di questi «ragionieri». Così hanno fatto, ad esempio, gli albergatori di Cattolica che, per evitare di tassare i propri clienti con l’imposta di soggiorno, hanno versato al Comune un contributo volontario. Ma se questa fiducia manca, se cioè non si ha la consapevolezza che questi introiti saranno destinati a valorizzare la città e il suo meraviglioso patrimonio culturale, allora è lì che l’attrito si crea e la virtù si dissolve.

Italia, Umbria, Perugia. Non c’è nulla da inventare: è già tutto qui, da secoli.

Basta solo ben investire.

In sottofondoFrancesco De Gregori, Viaggi e miraggi (album “Canzoni d’amore”, 1992)

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