di Mario Mariano
Ci sono tanti modi di affrontare una crisi; sempre meglio, per trovare possibili soluzioni, non perdere la testa. Possibilmente dormirci sopra, come direbbe la buona anima di Franco D’Attoma.
Nel calcio gli antidoti sono sempre gli stessi: esonero dell’allenatore(non potendo cacciare i calciatori), squadra in ritiro, ed infine, silenzio stampa. Altre soluzioni non sono praticabili, perché una volta si bloccavano gli stipendi, ma adesso non è più ammesso.
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Camplone, anche lui non lucidissimo e probabilmente meno fortunato di qualche settimana fa, può e deve restare al suo posto e non vale neppure la pena mettere il suo operato in discussione. I due cambi fatti durante l’intervallo non hanno convinto, perché sono stati esclusi contemporaneamente due centrocampisti capaci di andare al tiro, a differenza di Corcione e Vitofrancesco, e si è visto quanto in questo periodo la squadra faccia fatica ad entrare in area avversaria.
Le analisi di circostanza fatte in queste ultime settimane non sono servite a nulla, essenzialmente perché gli avversari di gran lunga più preparati atleticamente, hanno imparato a memoria il gioco del Perugia, validissimo fino a quando la manovra aveva ritmo, velocità elevata, aggressività. Venendo a mancare le qualità fisiche, tutto è diventato più prevedibile. Fabinho ingabbiato e Koprivec in preoccupante calo di concentrazione, hanno fatto il resto.
Il copione di Catanzaro è stato lo stesso di quello di Pisa, per restare alle due sconfitte.Anzi, in Calabria è andata ancora peggio, perché escluso il tiro di Sprocati sul finale e la zuccata di rabbiosa di Scognamiglio, le occasioni per portare a casa almeno un punto sono state rare.Lo schema offensivo prevede di chiamare in causa costantemente Eusepi, il quale vince la metà dei duelli, con un dispendio di energie enormi e con presenze in area sempre più rare. Gli altri girano al largo, perché l’avversario randella, si avventa sul pallone, ciascuna giocata diventa una questione basilare.
Vedere solo il bicchiere mezzo vuoto in queste situazioni è esercizio fin troppo facile, occorre guardare avanti, possibilmente frenare la caduta, ricominciando da domenica prossima con un avversario abbordabilissimo, con una vittoria rotonda, che ridia fiato alle trombe.
La piazza e la Società, va detto alla svelta, mai si sono illuse che la promozione diretta era appena dietro l’angolo, non ci sembra che si sia gonfiato il petto prima del tempo, sostenendo di aver già centrato l’obiettivo, i successi sono stati gestiti con parsimonia di felicità e con pochissima autoreferenzialità. Non era facile , ma è stato fatto. Adesso occorre la stessa saggezza, la stessa capacità gestionale. Non si diventa brocchi nel giro di un mese, il calendario offre ancora tante opportunità, non tutti i treni sono stati perduti.
Koprivec: L’errore sul goal che decide la partita è di quelli che si vedono spesso nei campionati dilettantistici. Nelle sue distrazioni c’è tutto il lungo momento no della squadra. Un punto di forza che diventa una gruviera rappresenta la maggiore preoccupazione per Camplone.Voto:4
Comotto: Cade in piedi, nel senso che farebbe carte false pur di raddrizzare la baracca. I tiri dalla distanza e la rabbia agonistica non bastano più.Voto:6
Scognamiglio: Sotto pressione nella prima mezz’ora, ma senza sbavature eccessive, prova la soluzione rabbiosa ad un manciata di minuti, che avrebbe potuto attenuare la delusione.Voto:6
Massoni: Centralmente il Catanzaro non ci prova quasi mai, preferendo gli aggiramenti. Staziona in zona per ogni evenienza, ma non è decisivo. Voto:6
Sini: Generoso, ma anche a tre cilindri, perché le due fasi sono dispendiose ed emergere vuol dire condizione eccellente, che non c’è. Finisce lui all’attacco e Fabinho in difesa… Voto:5.5
Moscati: Non è che si raccapezzi bene nel centrocampo, in zona goal non è il massimo della precisione. Una sorpresa la sua sostituzione dopo un primo tempo pure in chiaro-scuro Voto 6-(dal 1 st Vitofrancesco Il “tappabuchi” non può assurgere al ruolo di protagonista, si limita a qualche lancio e qualche appoggio.Voto:5.5
Carcione: Una quantità enorme di palloni giocati, ma una altissima percentuale di errori, nei lanci, sulle punizioni. Più mobile di Filipe, questo sì, ma il debutto a tempo pieno non soddisfa chi si aspettava un rendimento diverso. Voto: 5.5
Nicco: Sarà anche lui in fase di involuzione e lo si vede intestardirsi in azioni personali, ma neppure la sua sostituzione è convincente pur avendo l’attacco necessità di essere puntellato. Voto. 5.5 ( dal 1 st Sprocati: un “quasi goal” ciccato ed una girata spettacolare respinta da Bindi non gli assicurano la sufficienza, perché viene surclassato sul ritmo dai difensori calabresi. Voto:5.5
Mazzeo: Da uomo ovunque ad attaccante che non sa quale compito svolgere, impalpabile. Lo cerchi e non lo trovi.Voto:5 (dal 30 ste Henty: Relegato sulla fascia, con quella stazza fa fatica a girarsi. Fuori condizione e fuori ruolo. Voto:ng
Eusepi: Lotterà sempre e comunque, questo è sicuro. Ma in zone neutre, e solo per far salire i compagni che non lo seguono. Tanto impegno e di poca utilità nella zona rossa.Voto:6—
Fabinho: Un avvio che lascia intravedere il ritorno ai giorni migliori, ma è un fuoco di paglia. Una bella gabbia lo rende innocuo. C’è bisogno che riceva più palloni(come in passato) e che torni a non temere l’uno contro uno. Voto:5.5
Camplone: Va bene la coerenza, va bene non alzare mai i toni, insomma restare se stessi. Ma poi c’è l’emergenza e qualcosa fa fatto. Pensa che cambiare Moscati e Nicco a metà partita sia una novità, ma il risultato non è stato pari alla straordinarietà della decisione. Voto:5.5
