di Mario Mariano
All’intervallo trovare qualche barlume di speranza sulle possibilità di recupero sul Milazzo in vantaggio ed addirittura spavaldo ed aggressivo dalla cintola in su era come voler trovare un quadrifoglio sul prato del Curi. C’era pure chi sosteneva che «settanta probabilità su cento il risultato resta lo stesso». Sul conto si poteva mettere al massimo un pareggio. Pronostici saltati. Sul filo di lana l’ha spuntata il Grifo perché Battistini, pur nella giornata più triste per via dell’arrabbiatura che lo ha stravolto, ha trovato la consueta lucidità per fare durante l’intervallo, e dopo, quei cambi che hanno cambiato il quadro tattico della partita. Magari aggiungiamoci che la rabbia e la tensione accumulata possono anche aver trasmesso alla squadra quella energia che era stata latente per tutto il primo tempo. Partita contraddittoria, come è spesso accaduto al Curi negli ultimi mesi, con l’avversario che sembra giocare la finale del torneo più importante della vita, con una aggressività e lucidità tattica che ogni volta ti viene da pensare come il Curi, con la sua storia, con l’ampiezza del campo, sia una manna per tante squadre che corrono a perdifiato, raddoppiano su tutti, ma che alla lunga pagano l’incapacità a disciplinare le loro forze.
Milazzo, solo un tempo Il Milazzo, che pure sembrava dotatissimo sul piano agonistico con una autonomia assoluta, è durato solo un tempo. Battistini è passato alla difesa a tre, togliendo Moscati ed inserendo Pupeschi, e già quel cambio ha fatto arrivare in panchina i fischi del solito gruppetto che di solito si piazza a metà della tribuna e lancia sberleffi all’allenatore, per partito preso, non certo per troppo amore per il grifo. Sbaglia Battistini a non averci fatto il callo, ad infischiarsene. Semmai può confortarsi con il fatto che quei menagrami finiscono per dargli una carica senza eguali, solo che gli eccessi stonano: quel mostrare i muscoli a chi lo ha contestato non paga, non può pagare. Un professionista deve trovare una soluzione a quelle scomposte reazioni.
L’assalto Fatto è che una partita che si era messa malissimo e di complicata lettura è diventata nella ripresa un assalto all’arma bianca, con reti mancate per un nonnulla. Ma se alla fine è esplosa la gioia nel finale di quegli otto minuti di recupero non è solo per il ritorno al vertice della classifica in virtù del pareggio del Catanzaro a Gavorrano, ma per il plateale ostruzionismo del Milazzo, con quelle sceneggiate tra il comico ed il patetico di giocatori che stramazzavano a terra con una frequenza sospetta. Uno spettacolo che l’arbitro ha punito proprio con un recupero assolutamente equo. Pensare di farla franca con quelle interminabili interruzioni è stata la mossa più sbagliata del tandem Trimarchi-Ferrigno, i due «furbetti» che in panchina non hanno mosso foglia per porre fine a quello scriteriato comportamento di una squadra che nel primo tempo aveva strameritato il vantaggio. Avesse il Milazzo pensato solo a giocare a calcio invece di bluffare di continuo, forse staremmo qui a raccontare tutta un’altra storia.
Giordano Poco reattivo sulla girata di Scalzone che incoccia la mano di Anania, si rifà qualche attimo dopo sulla deviazione volante del liberissimo Benci. Due goal sul groppone dopo meno di 5 minuti avrebbero steso un toro. Voto: 6+
Anania E’come quei capi di abbigliamento che andavano di moda anni fa: cappotto da un lato, impermeabile dall’altro. E’ double face: impalpabile nel primo tempo, costretto a fare da difensore, fase in cui non eccelle, con gli attaccanti siciliani che entravano sopratutto dalla sua parte. Stantuffo nella ripresa con qualche cross azzeccato, ma sopratutto una ben diversa impostazione tattica. Fatta la media arriva alla sufficienza. Voto: 6
Cacioli Desaparecido anche lui nelle fasi calde, sul possibile raddoppio del Milazzo, su palloni facili perduti per paura di combinare altre frittate. C’è grinta questo sì, c’è voglia di recuperare, e negli assalti alla baionetta della ripresa, con il coltello tra i denti c’è anche lui, ovviamente. Voto: 6
Borghetti Il goal sul filo di lana premia a nostro avviso quello che nel primo tempo aveva resistito meglio di altri, grazie al gioco di anticipo, al coraggio di tentare l’entrata anche quando bisognava temporeggiare. Gli tocca il pallone dei tre punti e gli va dato merito di essersi fatto trovare al momento giusto sul punto giusto. Voto: 7-
Zanchi Il solito terno al lotto, i soliti dribbling (perduti) a centrocampo che fanno arrabbiare tutti ma proprio tutti. Ma anche il solito a dare la spinta da dietro nella ripresa, che frutta il goal del pareggio e il sacrosanto «cosa ti avevo detto io» firmato da Novellino, che non finisce di entusiasmarsi per un giocatore che sarebbe finito al Livorno se solo Spinelli non avesse cambiato allenatore. Da finire su «Scherzi a parte» la stangata che centra in pieno la schiena del povero arbitro Bruno di Torino. Voto: 6
Margarita Nel mezzo del caos è lui a giocare i palloni più pericoloosi del primo tempo, un assist per Balistreri ed un tiro dal limite che meritava migliore fortuna. Voto: 6+ (dal 17′ st Ferri Marini Il suo ingresso in campo manda in tilt la difesa siciliana, che non ha più il filtro dei centrocampisti e che deve preoccuparsi dei palloni aerei che fioccano nell’area piccola. Va pure in goal, ma il guardalinee gli secca l’urlo di gioia, chissà chi dei due aveva ragione. Voto: 6+)
Carloto Lo bypassano nel primo tempo, perché il ritmo è alto e lui più di altri appare tagliato fuori. Quando il Milazzo si ritira nella propria metà campo, inzia quel lavoro di cucitura che risulta utile alla distanza. Voto: 6
Benedetti Lo marcano ad uomo perché sanno che l’azione parte da lui. Non demorde, lotta nella buona come nella cattiva sorte ed esce stremato. Voto: 6 (dal 32′ st Borgese Un altro cambio che aggiunge freschezza alla squadra alla ricerca dei tre punti, fa viaggiare la palla, geometrie semplici ma efficaci. Un rientro positivo dopo il lutto familiare che lo ha colpito un mese fa. Voto: 6+)
Clemente Per provarci ci prova ma non tutte le ciambelle riescono con il buco, ed i contestatori ad oltranza non risparmiano neppure lui che pure ha dato prova di capacità superiori e di attaccamento alla maglia. Cerca sempre la giocata smarcante e prima o poi anche i compagni parleranno il suo verbo. Voto: 6+
Balistreri Nel calcio manca la controprova, ovviamente, ma c’era già chi preventivamente criticava Battistini per averlo riportato in squadra: per fortuna Padovani era infortunato, altrimenti la contestazione sarebbe inziata prima …In ogni caso l’attaccante sbaglia un goal facile e realizza il pareggio. Può bastare? Voto: 6.5
Moscati Pochi palloni e quasi tutti mal giocati. Sbaglia perfino i cross più facili, ma nel mezzo di quel disastro di primo tempo non era facile raccapezzarsi. Voto: 5+ (Pupeschi dal 1′ st Il suo ingresso permette lo schieramento a tre in difesa, dove nella ripresa i rischi sono ridotti ai minimi termini. Tre errori consecutivo negli appoggi più facili non passano inosservati. Voto: 6-)
Battistini La grinta di sempre, ma anche un nervosismo che sembrava spedito in cantina. Il profilo disciplinare non può passare sotto silenzio, pur con le attenuanti delle provocazioni continue. Sulla lettura della partita e sui relativi cambi la consueta bravura e lucidità. Voto: 6.5

