di Ivano Porfiri
Fai un servizio su Scampia, uno su Perugia, inviti Giovanardi e la puntata è fatta. Potrebbero chiamarlo “modello Vespa”. La puntata di Announo, il programma di La7 figlio di Annozero di Santono, condotto da Giulia Innocenzi, ha suonato di nuovo lo spartito senza improvvisazioni.
Ecco, dunque, un altro servizio notturno sulla Perugia «città ormai persa», secondo l’ex ministro che ha firmato con Fini la legge che ha riempito le carceri italiane di tossicodipendenti. Cosa c’è di nuovo? Stavolta a fare un quadro sociologico della Perugia «capitale della perdizione» sono due ragazze probabilmente non ancora ventenni, alticce. Poi si fanno vedere i tunisini sulle scalette del Duomo, i vicoli, una siringa sotto la panchina del parco. Insomma: gli ingredienti ci sono tutti. Sembrava una puntata della Prova del cuoco più che un servizio giornalistico. Per non parlare del reportage da Villa Pitignano, avamposto di Gotham City.
Insomma, ci risiamo. A Perugia c’è la droga? Ma va, che sorpresa. Il problema è lì, nessuno lo nega, ma questa iconizzazione della città è francamente stucchevole. Il punto però – ed è un problema serio – è che a livello nazionale, dove prima Perugia era la città del cioccolato, lo stereotipo ha preso piede. Quindi, chissenefrega magari se Perugia è tra le finaliste per diventare la Capitale europea della cultura. No, ormai Perugia è eroina come l’Italia è pizza e mandolino per gli americani. La complessità sociale è un tema troppo complicato da affrontare in televisione. Si preferisce andare sul sicuro. Perugia è una città perduta? Facciamolo dire davanti a una telecamera a due ragazzine ubriache di sabato sera, è tanto facile, perché complicarsi la vita?

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