di Tommaso Bori*
Per la prima volta il Comune di Perugia non riesce ad ottenere i finanziamenti per gli impianti sportivi stanziati mediante il consueto bando regionale, nonostante il settore dello sport ne abbia estremo bisogno. La cosa è ancor più singolare perché sono tanti gli enti locali che sono riusciti a ricevere il contributo: si parla di impianti nei Comuni minori e delle palestre della Provincia stessa, ma tra questi non c’è il capoluogo della nostra regione.
La colpa non è da ricercarsi nei criteri di finanziamento, ma nell’amministrazione comunale che non è stata in grado di elaborare un progetto valido ed innovativo, perdendo così il finanziamento perché la proposta presentata è stata giudicata mancante dei criteri di attrattività ed innovazione.
Il risultato è che Perugia resta indietro, venendo superata anche dai Comuni più piccoli, e il danno lo subiscono le associazioni sportive, la proposta impiantistica e gli utenti cittadini.
Sicuramente al risultato negativo ha contribuito lo smantellamento dell’Unità Operativa agli impianti sportivi ed aree verdi, che è stata accorpata alla parte amministrativa: come se lo Sport fosse una questione esclusivamente di convenzioni e contratti, non di progettazione di nuovi impianti sportivi e migliore manutenzione del patrimonio già esistente.
Abbiamo anche cercato di evitare questa brutta figura suggerendo all’attuale amministrazione di partecipare al bando presentando un’idea ben più ambiziosa e innovativa, capace di attrarre le nuove generazioni e già presente nei progetti del Comune nel piano triennale delle opere: la realizzazione del primo skatepark pubblico di Perugia. Se fossimo stati presi in considerazione siamo certi che il risultato sarebbe stato ben diverso, ma le nostre proposte non sono state nemmeno prese in considerazione.
*Consigliere comunale del Pd
