Piazza Matteotti gremita dopo la sentenza di 2 grado (Foto U24)

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il Tavolo delle associazioni del centro storico ha inviato alla Rai per manifestare il «dissenso dei cittadini di Perugia rispetto alla puntata del 6 febbraio di Porta a Porta nella quale, parlando del processo Meredith, si è ancora una volta data una rappresentazione superficiale e gravemente denigratoria della città di Perugia».

Alla Presidente RAI
Dr.ssa Anna Maria Tarantola

Al Direttore Generale RAI
Dr. Luigi Gubitosi

Nella puntata di giovedì 6 febbraio di Porta a Porta su Rai 1, ancora una volta si è tratto spunto da un fatto di cronaca nera avvenuto sei anni fa, l’omicidio di Meredith Kercher, ennesimo episodio di una storia purtroppo infinita di crimini che vedono vittime giovani donne, per tornare a ripetere pesanti affermazioni denigratorie sulla città di Perugia.

La nostra città, le cui millenarie tradizioni civiche originano dalla società dei Comuni, matrice del mondo moderno occidentale, ha visto nel corso dei secoli fiorire prestigiose Istituzioni culturali ( due Università, Accademie, Corsi di Alta formazione) che hanno attirato a Perugia centinaia di migliaia di giovani provenienti da ogni regione di Italia e del mondo facendone un prestigioso “melting-pot” culturale che ha diffuso l’eccellenza culturale italiana nel mondo, esempio di pacifica e feconda convivenza multiculturale.

Naturalmente conosciamo e viviamo quotidianamente i problemi della nostra città, non dissimili, a nostro avviso, da quelli ormai presenti nella quasi totalità dei centri urbani importanti. Tuttavia è proprio a partire da questi problemi che la comunità civile della nostra città si è ritrovata unita nella volontà di reazione ed ha sviluppato risposte a nostro avviso di notevole bellezza e valore sociale, affiancandosi alle necessarie iniziative delle Istituzioni, nel desiderio di ritrovare con esse quel proficuo dialogo che è indispensabile per una buona gestione del bene comune. La volontà dei cittadini di Perugia di rivitalizzare il tessuto sociale della “loro” città si è cosi manifestata nel rifiorire delle tante associazioni di quartiere, culturali, di promozione sociale, formate da residenti, studenti, operatori economici, che i firmatari di questa lettera rappresentano.

Non è lecito parlare della realtà sociale e culturale di Perugia senza mettere in evidenza anche questo. Anzi, pensiamo che sia dovere del servizio pubblico, in un periodo di decadenza della società italiana quale quello che stiamo vivendo, dare risalto alle volontà ed ai segnali positivi di reazione, piuttosto che indulgere nel rimestare il solito fango.

Come Associazioni del Centro Storico avevamo dato alla giornalista che è venuta a fare il servizio piena disponibilità di collaborazione e ad essa abbiamo fornito una descrizione trasparente e completa della realtà. Siamo ora estremamente delusi ed irritati nel vedere realizzato un servizio che ripropone invece una immagine pre-confezionata, non corretta e parziale, che danneggia gravemente la città e mortifica la volontà di reazione dei cittadini.

Vi ringraziamo per l’attenzione e porgiamo distinti saluti

Tavolo delle Associazioni del Centro Storico di Perugia
(Vivi-il-Borgo, Borgobello, Distretto del sale, Acropolis, Associazione.Priori, Cittattiva, Fiorivanoleviole, Borgo S.Antonio, Porta Susanna, Soc.Mutuo Soccorso, Ist. Conestabile-Piastrelli)

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