La presidente Catiuscia Marini

di Catiuscia Marini*

Spero che il prossimo Governo della Repubblica riterrà sanità e welfare non più un costo, ma un valore ed una opportunità anche per far ripartire la crescita in Italia.

Auspico che con la prossima legislatura si possa riavviare il confronto tra Governo e Regioni per la definizione del nuovo Patto per la salute. Un patto che, così come le regioni lo hanno sempre ritenuto, rappresenta un importante momento di assunzione di responsabilità, con il quale ci si fa carico anche delle difficoltà della finanza pubblica, ma che non rinuncia alla natura universalistica e solidale del sistema sanitario nazionale.

Le Regioni hanno sempre contestato un approccio ragionieristico alla sanità che ha portato, con ben sette manovre governative, ad una riduzione complessiva negli ultimi due anni e mezzo di ben 30 miliardi di euro la spesa in sanità. I pur necessari piani di rientro per le regioni con deficit in sanità, ad esempio, non possono però tradursi in una riduzione del diritto del cittadino alla salute, principio fondamentale della nostra Costituzione.

Così come i drastici tagli non possono però ridurre i livelli essenziali di assistenza. Cosa che invece sta avvenendo perché proprio a causa di questa enorme riduzione delle risorse è sempre più difficile erogare correttamente i servizi essenziali al cittadino a causa della diminuzione del personale a causa del blocco del turnover, dal fermo degli interventi di manutenzione, degli investimenti in nuove tecnologie, fino alla difficoltà a mantenere l’acquisizione di beni e servizi a livelli adeguati alle esigenze.

Al prossimo governo del Paese vogliamo lanciare una grande sfida per un vero cambiamento: tornare ad assumere la salute, e dunque l’offerta sanitaria, come un valore fondamentale della nostra società, guardando a ciò che vi è dietro, ai diritti di ogni cittadino, e a pensare che c’è una spesa, quella per la sanità, che oltre a garantire la salute delle persone, può anche far bene all’economia.

*Intervento della presidente della Regione Umbria all’assemblea nazionale organizzata dalla Cgil sul tema «Una sanità di tutti», in rappresentanza della Conferenza delle Regioni italiane