dell’avvocato Luigi Fiocchi*
«Forse le elezioni amministrative non saranno le più importanti, le più altisonanti, ma sicuramente eleggono i rappresentanti che poi saranno più vicini, almeno fisicamente, ai cittadini. Pertanto in qualità di presidente di un Centro Studi che nei suoi diciotto anni di attività ha dimostrato pragmatismo e indipendenza da ogni aggregazione politica, annoverando tra i suoi membri persone che guardano, seppure con distaccato interesse, alle aggregazioni di tutto l’arco costituzionale, sento di dover scrivere ai candidati alle ormai imminenti elezioni comunali alcune riflessioni, che condivido con gli uomini e le donne del Centro Studi Malfatti. Tra qualche giorno le schermaglie dovranno necessariamente lasciare il posto all’operosità, che dovrebbe essere ispirata al bene comune, agli interessi di tutte le categorie delle persone che vivono nel Comune di Terni La coalizione vincente dovrà prendere il testimone, dai predecessori, come è sempre stato, portando a compimenito progetti operativi di chi c’era prima e pensandone altri, secondo le nuove esigenze.
I grandi architetti Ma alcune polemiche e critiche del passato seguiteranno a far parte della reputazione della città. Qualcuno recentemente ha giudicato Terni una brutta città, e, diciamocelo francamente, de gustibus non disputandum sunt, se a quelli là non piace non piace. Noi invece che siamo affezionati alla vecchia Interamna siamo un po’ come quei figli che continuano a guardare con dolcezza il vecchio genitore, anche quando i segni del tempo ne marcano pesantemente l’aspetto e la salute. Terni, come la gran parte delle città italiane, è cambiata ad opera di architetti che a volte sono stati madri, a volte matriigne, a volte — con riferimento a Bazzani, Ridolfi e Frankl – sono stati persino delle ottime madri, attente a comprare un vestito buono per i propri figli.
‘Il sacco degli speculatori’ Poi, da un certo momento,che ciascuno può più o meno datare da solo, anche il nostro territorio parrebbe aver subito il sacco degli speculatori, che con la massima disinvoltura hanno costruito abitazioni di dubbio gusto estetico e ancor più dubbia abitabilità: potremmo citare emblematicamente cerrti espenmenti dei quartieri Città Verde, Matteotti nuovo o via Mola Di Bernardo. Non ci riferisce tanto all’opinabile gusto estetico 0 urbanistico, quanto del crimine di aver condannato delle famiglie a vivere nel brutto, nella scomodità ordita da questi figliastri di Escher, di distruzioni ed edificazioni che hanno contribuito a distruggere le identità di questa città, rendendola simile a tante, troppe periferie italiane.
La Telfer Il patrimonio di archeologia industriale, non uno qualsiasi, ma un patrimonio rappresentativo della prma grande industrializzazione del Paese, una delle tante identità di Terni, è stato lasciato al degrado, alle demolizioni progressive, che hanno dato spazio a caserme 0 condomini, come nel caso dell’area ex Gruber. E pai ancora l’onta della distruzione della Telfer, che nella città dell’acciaio si sarebbe potuta conservare sostituendo i pezzi detenorati con alti prodotti dall’Ast, con una operazione che oltre a preservare il manufatto avrebbe dato visibilità alla nostra grande industria siderurgica.
E poi l’ultimo emblema del disamore con il quale, giunta dopo giunta, viene amministrata questa comunità: un tratto dell’antico muro dell’ex convento delle Grazie, che sovrasta forse ancor più antiche opere idrauliche, sta crollando, senza che a nessuno sia venuto in mente, almeno, di conservare il materiale lapideo per poi rimetterlo insieme in una opera di conservazione; i sassi giacciono ancora oggi sotto a quel muro, la dove i frequentatori del parco li possono vedere tutti i giorni. L’assocazione ‘Centro Studi Politici e Sociali Franco Maria Malfatti promuove da anni la preservazione dell’integrità del patrimonio cittadino, avendo peraltro conseguito, con una istanza documentata alla Sopnntendenza dei Beni Culturali dell’Umbria del 2015, la salvaguardia del laboratorio del premio Nobel Giulio Natta presso la ex Polymer.
Le farmacie comunali Quale ulteriore conseguenza è stato risparmiato alla città l’ennesimo centro commerciale, che francamente sembra una specie di ossessione comune a tutte le amministrazioni. Auspicherei, da ultimo, che le amministrazioni prestassero maggiore attenzione al recupero – non soltanto estetico — delle strutture ospedaliere e sanitarie della città, affinché gli ambienti di lavoro, latu sensu considerati, possano continuare a promuovere le eccellenze che da anni ci contraddisunguono; grandi passi in avanti sono stati già compiuti — giova, ad esempio, dare atto del recente recupero della redditività delle farmacie comunali, — ma sicuramente si possono ancora assumere tante inziative utili a1 cittadini.
Elezioni a Terni Pertanto, cari candidati, nell’augurarvi di raggiungere i legittimi traguardi politici che tanto desiderate vorrei chiedervi, anche se non mi potrete rispondere, cosa pensate di poter dare di più e meglio dei vostri predecessori? E ancora, perché i cittadini dovrebbero ancora fare quell’atto di fede che è la delega in bianco di un voto?».
*Presidente del Centro studi Malfatti
