Un tratto della E45

«Una visione arretrata e inadeguata, espressione di una classe politica ferma ad un’idea di sviluppo anacronistica legata all’idea che cemento, infrastrutture viarie, consumo di suolo portano progresso e benessere». E’ il commento di Legambiente Umbria dopo l’ultimo sostegno bipartisan in consiglio regionale alla trasformazione della E45 in autostrada.

«L’unica preoccupazione della maggior parte dei consiglieri di maggioranza e minoranza è che gli umbri non paghino il pedaggio e che ci siano sufficienti uscite ed entrate lungo il percorso – continua l’associazione ambientalista –. Nessun allarme e attenzione per le devastazioni ambientali che questa strada procurrà con i 396 km di lunghezza, i 139 km di ponti e viadotti, le 64 km di gallerie, i 20 cavalcavia, i 226 sottovia, i 83 svincoli, le 2 barriere di esazione, le 15 aree di servizio. Senza contare l’impatto su Perugia del “nodo”, anch’esso ampiamente caldeggiato dai sostenitori dell’autostrada”.
“Questa opera è inutile e dannosa – ribadisce Legambiente Umbria – economicamente insostenibile, provocherà gravi danni ambientali, consumo inutile di suolo, inquinamento e privilegia, in contrasto con gli indirizzi comunitari in materia di trasporti, il trasporto su gomma a scapito di quelli ferroviario molto più sostenibile. In una regione dove il trasporto ferroviario è insufficiente e dove i pendolari pagano il prezzo maggiore per servizi inadeguati e inefficienti, non si sente proprio la necessità di un’opera che non porterà nessun beneficio né agli spostamenti interni, né verso altre regioni. La politica locale farebbe bene a misurarsi con un’idea di sviluppo e un modello di pianificazione del territorio più moderno e sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economico».

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