di Mario Mariano
Partita incerta solo sino all’intervallo, con una Reggiana sorprendente che ha saputo chiudere tutti i varchi e che, forte anche del gol di vantaggio, è arrivata all’intervallo con il pareggio. Fortunatamente il Perugia è riuscito a recuperare alla svelta il risultato con Ardemagni, poi nell’intervalli Bisoli ha potuto ricaricare la squadra e raccomandare di non lasciare spazio ad un avversario che non aveva nulla da perdere.
I giocatori Alla distanza è venuta fuori tutta la potenza atletica del Perugia, che, soprattutto in Lanzafame e Ardemagni, ha avuto i suoi due punti di forza. Due giocatori atleticamente forti, capaci di fare la differenza, soprattutto Lanzafame, in ogni zona del campo. Nulla di nuovo rispetto alle precedenti uscite: la squadra ha già imparato la filosofia di Bisoli che vuole concretezza e concentrazione massima in ogni frangente. Certo, ci sono stati anche le zone d’ombra, Rosati talvolta non dà la sensazione di essere ancora ben orientato dopo lo stop delle ultime stagioni, quando si è limitato solo alle presenze in panchina. Al centrocampo Salifu e Rizzo hanno già la gamba, come si dice in gergo, non a caso sono stati fortemente voluti da Bisoli.
Note di merito Giocatori che somigliano molto a Bisoli calciatore, quello che restò a Perugia una sola stagione ma la sua azione è rimasta nella memoria dei tifosi: Lanzafame ha dunque fatto la differenza assieme ad Ardemagni che ha concretizzato al massimo le occasioni. Una nota di merito per il secondo tempo anche per Fabinho: utile nel recuperare palloni e poi nel rilanciare il gioco in attacco. Con 40 e passa metri in avanti il brasiliano diventa devastante al pari di Lanzafame. Infine un paluso alla Reggiana: squadra corretta che ama giocare al calcio che ha buone prospettive di una stagione eccellente anche che è venuta al Curi ad onorare il calcio.


