
di Enrico Flamini*
Rifondazione comunista da sempre si è impegnata e battuta con coerenza nella società regionale ponendo quella che è stata ed è una priorità della nostra iniziativa politica: la salvaguardia e il potenziamento della sanità pubblica. Per questo abbiamo lavorato e lavoriamo per un approccio riformatore del sistema fondato sulla riqualificazione della spesa e sulla centralità del cittadino. Una sanità non mercificata, ma un bene universale al servizio della comunità. È bene ricordare che la sanità umbra non ha ticket regionali e, tra le poche d’Italia, può ancora vantare un equilibrio di bilancio. Detto questo però, a seguito delle indagini che interessano l’Asl di Foligno e l’Agenzia Umbria Sanità, rispetto alle quali siamo certi che le autorità competenti individueranno le eventuali responsabilità, il 19 ottobre scorso l’Assessore regionale alla sanità’ Vincenzo Riommi si è dimesso dall’incarico, condividendo questo atto con la Presidente Marini.
Noi abbiamo valutato positivamente questo fatto che ha dimostrato ancora una volta il senso delle istituzioni
del governo regionale, in primis della Presidente, che ha assunto ad interim le deleghe. Pensiamo però che, proprio in vista di decisioni importanti e per le riforme in tema di politica sanitaria, il governo regionale non possa più fare a meno di un Assessore preposto al ramo. Un atto necessario proprio nell’interesse della salvaguardia della macchina amministrativa che va messa velocemente al riparo da facili strumentalizzazioni. Perché la sanità pubblica è un bene regionale che va salvaguardato, fino in fondo.
*Segretario Prc provincia di Perugia
