Il Pagellone di Mario Mariano

di Mario Mariano

Anche la cassaforte  più collaudata a volte può incepparsi, non garantire più quella sicurezza che serve per mettere al sicuro beni e valori. Ma si è trattato di un momento. Graziato da Ricciardi, che con la porta spalancata non ha calibrato il tiro, rimpicciolendo così l’errore del portiere-cassaforte che è tornato a dare le garanzie arcinote al minuto 23 della ripresa, Jan Koprivec  ha indossato di nuovo i panni del protagonista, del salvatore della patria di  questa lunga ‘remuntada’ del Perugia. I calciatori  debbono  dimenticare alla svelta prodezze ed errori perché fanno parte del loro lavoro, ma il nigeriano Kolawole Agodirin almeno per un paio di notti sognerà quella occasione avuta quando Koprivec, già a terra per fermare la conclusione di Jefferson, si è superato grazie al suo collaudato colpo di reni capace di intercettare il colpo di testa  di quel furetto, un po’ arruffone, ma pronto ad infilarsi da tutte le parti. Koprivec insomma capitalizzava al massimo quel tiro alla Messi del ritrovato Politano che più degli avversari teme le risaie come quella di Carrara di domenica scorsa.

LA CRONACA

Nicco e gli straordinari Ma nel calcio a volte non possono bastare perle e prodezze, occorrono anche gli straordinari, e il goal di Nicco va inserito in questo contesto. Bravo Ciofani a mettere il compagno davanti al portiere, ma visto che in carriera Nicco non è propriamente mai stato uno con il goal nel dna, è sembrato che fosse arrivato il giusto premio per uno dei rinforzi di gennaio, che mai ha fallito un colpo. Insomma un’altra domenica da tenere a mente e non solo perché è ancora possibile  centrare la promozione diretta, ma anche per un entusiasmo che non si vedeva da  più di cinque anni. Una occasione propizia per riaprire un settore dello stadio con cui avevano dimestichezza i tifosi del Santa Giuliana, quella gradinata che evoca ricordi bellissimi in chi l’ha frequentata assiduamente nei periodi migliori della squadra. 

LE INTERVISTE

Emozioni forti Siccome il calcio è unico nel regalare emozioni forti anche questa volta c’è stato da aspettare l’ultimo secondo dei tre minuti di recupero : il Latina, che è una via di mezzo tra la Nocerina e l’Avellino, ci ha creduto fino all’ultimo, riaccendendo le proprie speranze con Jefferson. Camplone che tutto è meno che uno che cambia idea anche difronte al pericolo, non ha voluto fare il cambio per non ingenerare ansia e paura ai suoi e si è capito ancora una volta che le sostituzioni lui non le concepisce come molti altri suoi colleghi, e cioè per apportare correttivi tattici. Ma Fabio Pecchia, che più che in panchina sembrava fosse ad una sfilata di moda, non ha fatto certo meglio, anzi. Basterà ricordare che i problemi per Massoni e Russo sono arrivati quando è entrato Jefferson con Danielivicius, il più datato della compagnia, che ha fallito il goal del clamoroso 2-2.

LA FOTOGALLERY

Koprivec: Salvato dal palo centrato da Schetter, non da l’impressione di essere nella sua forma migliore. Rinvii sbagliati, una avventurosa uscita sulla lunetta del calcio d’angolo, il rischio di un cartellino giallo minacciato dall’arbitro. Ma ecco la smentita a tutte le piccole e grandi incertezze di giornata: due interventi a metà ripresa che danno la svolta alla partita.Non due interventi di poco, due prodezze, ecco perché facendo i conti è decisivo come spesso gli è capitato. Voto: 7.5

Cangi: Entra subito in partita, assiste sia Moscati che Politano e su quella fascia i tre sanno esattamente cosa fare. Non è un caso che si cercano quando alla fine Pollicino si accentra e fa partire il missile che  paralizza Bindi. Voto: 6.5

Massoni: E’ elegante quanto Lebran, ma più rapido, più abile nel palleggio del compagno di cui ha preso il posto. In affanno sul finale, quando anche le pile migliori accusano qualche calo di tensione. Voto: 6.5

Russo: Ha fatto progressi nei tre anni a Perugia, ma si intuiva che aveva prospettive anche quando era a Todi. Piace alla gente perché ha temperamento, perché trasmette sicurezza, perché è statuario ma al tempo stesso rapido. Anche lui in leggero affanno nel finale. Voto: 6.5

Liviero: Si intende con Nicco come se giocassero insieme da una vita. Si fa rincorrere da Schetter, ma poi Pecchia capisce che i buoni attaccanti non possono fare i difensori. Riesce a fare le due fasi con naturalezza. Voto :6.5

Moscati: Entra nel primo goal e si segnala per un gioco di rilancio. Specie nel primo tempo è accorto nel mantenere le distanze. Si perde anche lui nella parte centrale della ripresa, lasciando carichi di lavoro eccessivi a Esposito. Voto: 6.5

Esposito: E’ uno tosto perché dalla panchina non sempre arrivano apprezzamenti per il suo gioco. Essendo uno che cerca di non essere mai banale, è quello che rischia di più. Stavolta arrivano solo un paio di disapprovazioni. Ad un certo punto si ha la sensazione che il centrocampo sia solo lui. Voto: 7+

Nicco: Primo tempo tonico come gli accade quasi sempre, ripresa con qualche pausa, ma crede nel doppio scambio con Ciofani e va a far festa con il team manager dopo una corsa forsennata, sommerso dai compagni. C’è da capirlo, di fronte ad una prima condanna pesantissima per il calcio scomesse, poi ultra ridimensionata, vive come uno che riassapora tutte  le emozioni. Voto: 7.5

Politano: Il manto del Curi è quasi perfetto, il calore della gente di cui è diventato un beniamino gli fanno riassaporare il sapore del goal. Un goal che si vede raramente anche in A. Non sembra gradire la sostituzione, ma gli basta la standing ovation per rappacificarsi con se stesso. Voto: 7.5 ( dal 32 st Rantier: il portafortuna fa la sua parte, andando vicino al goal. Voto: 6)

Ciofani: Pochi cross, molti scatti a vuoto. E’ dura la vita se non arrivano palloni aerei. Ma il giovanotto è un generoso, e sa sacrificarsi per i compagni e ne è prova l’assist per Nicco, quando magari quel pallone avrebbe potuto giocarlo lui. Una traversa nel convulso finale. Voto: 6.5

Fabinho: La gamba c’è, segno di allenamenti e sacrifici e questo smentisce le voci estive che lo volevano poco incline al lavoro. Sfianca mezza difesa perché nelle partenze è potente ed efficace, sfiora il goal. E’ tra i più in forma. Voto: 7

Camplone: Torna in panchina dopo i due turni di squalifica. E’ calato nella parte al punto che non risparmia nessuno al minimo errore. Sui cambi ha sempre dubbi esistenziali. Tutto è bene ciò che finisce bene, ma mandare in campo Clemente avrebbe acceso ancora di più l’entusiasmo e magari si sarebbero corsi meno pericoli alla fine. Ma i risultati gli danno ragione così come può menarsi vanto che la squadra ha acquisito consapevolezza della propria forza. Voto: 6.5

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