di Mario Mariano
Ci vorranno giorni per metabolizzare le emozioni del derby, ma i fotogrammi più importanti resteranno nella memoria storica dei tifosi, come accade sempre per i derby. Senza retorica, non fosse stato per la rivalità atavica tra Perugia e Ternana, per la supremazia calcistica regionale fino al prossimo derby, la partita era da inquadrare come una delle tante che si vedono in cadetteria. Ed invece no, questa era speciale, lo era per Camplone, alla sua prima esperienza in panchina nel derby, lo era anche per Tesser, che è riuscito a guadagnarsi più gloria in panchina in una sola volta che in tutte le partite giocate con la maglia del Grifo ai tempi di Giacomini. Le partenze del Perugia sono sempre sprintate, e non ha fatto eccezione il derby. Per oltre venti minuti la Ternana non ha superato la metà campo. Si è giocato ad una sola porta, come quando a metà settimana la squadra titolare incontra una squadra di calcio dilettanti. Forse era una strategia di Tesser o forse no. Certo è che il calcio regala sempre colpi di scena, come altro chiamarli quando Bojinov, ha pareggiato il gol di Parigini dopo la gaffe di Giacomazzi ? Quell’errore del difensore rientrante dopo una lunga assenza e l’esplosione nella ripresa di Falcinelli sono tra le recriminazioni principali in casa del Perugia. Ma sul fronte opposto non restano a bocca chiusa: se la prendono con Gavillucci di Latina per quel rigore generoso accordato dopo il contatto, spalla a spalla Meccariello – Parigini. La gente di Perugia ci è rimasta male perché la squadra era partita bene, perché nelle ultime partite era parsa in ripresa, e soprattutto perché Camplone adesso è alle prese con problemi di Abbondanza. Il gol di Falletti ha ammutolito gli spalti di fede Perugina. Una percussione efficace per avvicinarsi alla porta di Provedel, che nella fattispecie mai e poi mai avrebbe dovuto uscire di casa, visto che il folletto ternano era finito addirittura sulla linea di fondo. Ma tant’è. Il derby non è fatto solo di colori ed emozioni, di bandiere al vento e tifo; anche nel derby esistono gli errori e quelli da matita rossa si pagano a caro prezzo.
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Provedel: poco lavoro sbrigato al meglio, incolpevole sul gol di Bojinov, si lascia coinvolgere dall’errore di mezza squadra abbandonando la porta sul tiro dalla linea di fondo di Falletti. Errore grave. Voto : 5
Goldaniga: limita l’azione di Avenatti, limitando le incursioni offensive. Al rientro dopo gli impegni in nazionale, conferma di meritare una maglia da titolare. Voto 6+
Giacomazzi: sorpresa generale quando un ‘ora prima del derby si intuisce che Camplone lo ha scelto per guidare la difesa. E’ olimpico negli interventi, ma la supponenza gli gioca brutti scherzi sia sul gol di Bojinov che sul raddoppio della Ternana (errore in compartecipazione). Hai voglia ad essere coraggioso e concreto in altri frangenti, gli errori purtroppo restano. Voto: 5-
Comotto: lui di derby in carriera ne ha giocati un’infinità, non è che aveva bisogno di questo per confermarsi guerriero. Sgomita e suona la carica come sempre, subisce un tunnel da Avenatti, e sbaglia qualche appoggio a centro campo. Ma nessun errore grave. Voto: 6.5
Del Prete: efficace e preciso nei cross nel primo tempo, cala alla distanza come quasi tutti, e mai si capirà se a frastornare il Perugia sia stato il cambio d’abito durante l’intervallo degli avversari. Voto: 6
Verre: corre molto, ma non con quella efficacia riconosciuta. Non riesce a verticalizzare e si avvicina dalle parti di Brignoli in una sola occasione. Voto: 6
Fossati: dura poco più di 15 minuti la marcatura di Bojinov, poi ciascuno va per i fatti propri. Occorreva concretizzare nel primo tempo quando il pallino del gioco era chiaramente del Perugia. Voto: 6+ (27 s.t. Fazi: un cambio che non convince ma lui ripaga la fiducia proponendosi anche quando i ritmi dei compagni erano ridotti ai minimi termini. Voto: 6
Taddei: anche lui al rientro dopo la squalifica, alterna giocate utili a cali di tono, forse frastornato dai continui cambiamenti di ruolo. Voto: 5.5
Crescenzi: il solito maratoneta costretto ad operare sui due fronti, con il limite di qualche discesa finita male proprio per le tante energie sprecate. Voto: 6 ( dal 40 s.t. Perea: il tempo di capire che le forze dei compagni non c’erano più e che lui da solo nulla avrebbe risolto. Voto n.g.)
Parigini: l’uomo del derby. Per tante ragioni. Perché va in gol, perché guadagna il rigore, perché quando ha il pallone tra i piedi si accende la luce, perché non tira mai indietro il piede anche se non ha un fisico bestiale. Adesso sulle sue qualità sono tutti pronti a scommettere. Voto: 7.5
Falcinelli: E’ il vice uomo derby, e non solo perché trasforma il rigore, ma perché tira da tutte le posizioni ed insomma non gira più alla larga lontano dalla porta avversaria. Sulla sua espulsione resta un interrogativo pesante: avesse tolto la maglia, la decisione dell’arbitro sarebbe stata giusta. Ed invece Diego è stato espulso per eccesso di entusiasmo sotto la curva nord. Voto: 6.5
Camplone: era il suo primo derby e si è visto. L’emozione gli ha tirato un tiro mancino. E questo non con il senno del poi. Cambiare la difesa dopo l’eccellente prestazione di Varese per inserire Giacomazzi, non è sembrata la mossa giusta. Ed in più, se Varese non era la partita giusta per il rientro di Lanzafame, e non lo era neppure il derby, dopo aver dichiarato della disponibilità del calciatore, quando si vedrà di che panni veste l’ex juventino ? Voto: 5.5
