di Mario Mariano
I risultati si accettano e si commentano e poi magari si imbastiscono discussioni per capire meglio il dipanarsi di una partita di calcio, che va vissuta dall’inizio alla fine per coglierne gli aspetti più importanti. Perugia-Trapani è una di quelle che possono racchiudersi in un paio di flash, ma se uno volesse potrebbe anche scrivere un compendio, visto che oltre alle vicende tecniche comprendeva tutto ciò che ruota attorno ai sentimenti e alle emozioni di Serse Cosmi, non un pinco pallino quasiasi.
Perugia-Trapani: la cronaca
Perugia-Trapani: interviste
Il flash è che al Perugia è andata di lusso, incamerando i tre punti che ribadiscono il proposito di entrare nei play off, contro un Trapani che ha comandato il gioco nel primo tempo e che nella ripresa ha continuato imperterrito ad attaccare, vicinissimo al pareggio in mezza dozzina di occasioni. Va bene cosi, il calcio non è un’ equazione matematica, ma una serie di combinazioni che non riuscirebbero a nessun mago. Le considerazioni emotive e sentimentali riguardano invece l’uomo del Ponte, elegante nel suo abito nero, come ad oscurare quel look con l’immancabile cappellino che lo avevano reso protagonista per almeno un lustro.
Perugia-Trapani: la fotogallery del match
Bene, Cosmi è stato salutato come meritava dai tifosi, ma poi un attimo dopo il fischio d’inizio dell’arbitro, è tornato ad essere quello di 15 anni fa: reattivo, contestatore e Merchiori di Ferrara alla prima invasione di campo di Serse ha preso una decisione che è parsa eccessiva, spropositata, sopratutto perché non era neppure trascorso un quarto d’ora di gioco.Cosmi ha abbassato la testa, è sfilato sotto la Nord sotto un diluvio di applausi e da quel momento i suoi allievi hanno pensato di reagire con una prestazione da “tanto di cappello”. Gioco, tanto gioco, come è capitato spesso di vedere al Curi attuato da squadre che sanno organizzarsi, partendo dalla difesa, con un palleggio pregevole e con ripartenze pregevoli.Il Perugia che sembrava avviato ad una goleada dopo il vantaggio su rigore di Falcinelli, è rimasto a metà strada, indeciso sul da farsi.Con mezza squadra incerta, per fortuna che Lanzafame c’era.
Pagellone interattivo il miglior Grifone
Il giovanotto si è sdoppiato ancora una volta ed ammesso ce ne fosse bisogno si è capito quanto sia paradossale che uno come lui sia partito spesso dalla panchina, oppure sia stato sostituito nonostante fosse il migliore in campo.Tutto è bene cio che finisce bene anche se il dazio pagato è abbastanza pesante : tre squalificati tutti di un colpo per Pescara, e magari non tutti i mali vengono per nuocere, visto che nel calcio le dinamiche sono sempre diverse da quello che vorrebbe la logica. Fare di conto serve a poco se poi si pensa ad un Trapani non affamato di punti eppure deciso a vendere cara la pelle fino all’ultimo istante, arresosi solo dopo che Barillà si era frapposto alla deviazione di Pagliarulo, con Koprivec battuto.Tutto è in movimento,anche se la giornata ha emesso verdetti importanti, e tra questi la sconfitta del Cittadella, che sabato ospita il Frosinone e che all’ultima di campionato potrebbe aprire le porte del suo stadio a 5 mila e passa tifosi del grifo per festeggiare l’ingresso nei play off. Ma sarà bene procedere con i piedi di piombo visto che il calcio non prevede tra le sue componenti la logica, il raziocinio.
Timeline: tutto il campionato dei Grifoni in un minuto
Koprivec: Camplone lo richiama tra i pali dopo il debutto di Amelia a Latina e lui si riscatta alla grande dalla prestazione zoppicante con il Livorno.Salva su Malele, è sicuro nelle uscite, se lo graziano non è un demerito, anzi. Voto: 7
Goldaniga: A fasi alterne, cali di concentrazione vistosi, lascia spazio a chi si infila dalle sue parti, fallisce qualche appoggio facile. Voto: 5.5
Giacomazzi: Nulla che non si sapesse : magari gli piacerebbe di più giocare a centrocampo che in difesa, dove viene spazzato via quando il Trapani accelera. Ha la calma dell’esperienza che aiuta nei momenti incerti. Voto: 6+
Mantovani: Il migliore dei difensori, fa la sua parte e siccome conosce i limiti di Giacomazzi, si fa trovare pronto anche nel cuore della difesa. Voto: 6.5
Fazzi: Parte bene, la velocità è la sua arma migliore, cala alla distanza anche perché da tempo non giocava i 90 minuti. Voto: 6.5
Verre: Discontinuo, non trova il bandolo della matassa, si fa prendere in mezzo dagli avversari. Tentativi sballati anche nelle conclusioni. Voto: 5.5 (11′ st Nicco: film già imparato a memoria, con nessun lampo quando ci vorrebbe quello per accendere la luce nei passaggi o nelle conclusioni a rete. Voto: 5.5)
Fossati: Cosmi che lo ha visto giocare almeno dieci volte chiede ai suoi di pressarlo e lui soffre la marcatura. Prova a svicolarsi con iniziative personali, ma sbaglia più di un passaggio. Voto: 6–
Lanzafame: Che sia un umano lo si capisce nella ripresa quando è costretto a disciplinare le forze dopo lo straordinario primo tempo. E’ utile ovunque, una volta calciatori cosi si definivano universali. Miglior in campo di gran lunga. Voto: 7.5 (43′ st Taddei: toh chi si rivede. Voto: ng)
Crescenzi: Approssimativo, in confusione. Fortunatamente capisce di non essere in un buon momento e non pretende troppo dai suoi muscoli. Voto: 5.5
Ardemagni: Periodo di forma non felicissimo, e forse neppure fortunato, con una girata a lato di poco. Si suda la pagnotta. Voto: 6 (dal 23′ st Parigini: questa volta fatica ad entrare in partita, va saputo aspettare. Voto: 5.5)
Falcinelli: Se uno conta le volte che si copre il volto con le mani per disperarsi pensa a chissà quante occasioni abbia sbagliato. Parte forte, realizza il rigore, ma poi…. Voto: 6
Camplone: baci e abbracci con Cosmi all’inizio, ma al “prontivia” Serse si fa cacciare. Rubinacci (vecchia conoscenza del Grifo di Gaucci) si fa capire dai suoi, Camplone fatica un po’, e ringrazia Malele e Barillà che spadellano quanto un cacciatore in una riserva. Voto: 6
