di Mario Mariano
Ha pagato con l’espulsione quella carica emotiva che lo contraddistingue e che rappresenta un chiaro punto di forza. Ha vinto ancora una volta la tenacia di Battistini, che ha insistito nel tenere in campo fino all’ultimo un Tozzi Borsoi in evidente affanno e non solo perché non riesce più ad inquadrare lo specchio della porto. Sotto di un goal, il tecnico del Perugia per non smentire il nuovo modulo ha apportato correttivi altrove, e non in attacco, sostituzioni che si sono rivelate ancora una volta decisive e vincenti. Prosegue il dibattito su Battistini che secondo una corrente di pensiero regala un tempo agli avversari, ma intanto alle chiacchiere l’interessato oppone una striscia di risultati positivi lunga-lunga, da record ci sembra di ricordare con buona gioia di Mario Colautti, felice che il «suo» Grifo con Di Livio, Vinti e Ravanelli sia stato scavalcato. Ricordando un vecchio adagio di un altro allenatore che ha scritto infinite pagine gloriose della storia dl Perugia, Guido Mazzetti, Battistini per più di una ora ha corso il rischio di essere sbeffeggiato per la cocciutaggine, ma poi come avviene solo nelle favole, l’anatroccolo si è trasformato in cigno, il «testadura» (Mazzetti usava un altro aggettivo) è diventato «un bel ragazzo»: insomma durante l’intervallo è scattata la scintilla che ha prodotto una sorta di incendio mandando in tilt il Neapolis.
Cambi decisivi Pupeschi è stato sacrificato a favore di Moscati e si è compiuto un altro gioco di magie. Sulla fascia di destra, il toscano ha azionato il turbo scorrazzando in lungo ed in largo, permettendosi perfino il lusso di ribadire che in area di rigore è uno dei pochissimi non attaccanti di ruolo a vedere la porta. La sua giocata di qualità ha ristabilito la parità, ma Battistini aveva fatto in tempo ad apportare un altro correttivo, dentro folletto il folletto Margarita per un Benedetti che aveva perduto la bussola a centrocampo. Ed anche l’altro nuovo entrato, un guastatore nato, un Sollier dell’era moderna, è stato determinante nel mandare in tilt il Neapolis. Viene quasi voglia di dimenticare quanto era accaduto durante l’intervallo, quando c’era poco da stare allegri, con il solo Mister Frankie Garage, alias l’imprenditore Santopadre, che regalava pillole di fiducia convinto che il nuovo modulo alla fine avrebbe pagato. In tribuna era anche aleggiata l’ipotesi che in caso di sconfitta sarebbe scattato un provvedimento punitivo nei confronti della squadra; di bocca in bocca era trapelata la parola «ritiro», ma alla fine nessuno se ne è più ricordato, perché certi cattivi pensieri possono venire in mente a chiunque, quando la posta in palio è così alta. Squadra double face, ma questa non è una novità, né una notizia: piuttosto vale la pena ribadire che la forza della squadra è quella di non manifestare insofferenza neppure quando le cose non girano al meglio o quando un compagno esagera in egoismo. Ed alla fine i frutti arrivano copiosi.
Giordano «Allora abbiamo un portiere», per dirla alla Fassino, perché il giovanotto interpreta il ruolo con concentrazione e buona scelta di tempo nelle uscite. Solo una distrazione su allungo sbagliato a Zanchi, al quale sarà bene non affidare mai il pallone per non correre rischi. E proprio Zanchi lo tradisce con una deviazione galeotta. Voto: 6+
Pupeschi Lo attaccano a più riprese, costringendolo a rifugiarsi spesso in angolo, penalizzato dallo svantaggio paga con la sostituzione, ma non ha colpe specifiche sul mediocre primo tempo. Voto: 6 (dal 1′ st Moscati Travolgente, e per fortuna che lo staff del Livorno era presente al Curi quando lui era in panchina. Quando entra in area non gli si annebbia la vista, se Tozzi Borsoi non fosse stato egoista avrebbe anche potuto concedere il bis. Propositivo e decisivo. Voto: 7.5
Cacioli Più preciso del solito nei lanci, più concentrato che mai nelle chiusure, è tra i pochi a non perdere la testa nel primo tempo. Voto: 6.5
Russo Accetta la sfida agonistica su un campo che conosce bene e non arretra mai. Vorrebbe lasciare la sua impronta con una deviazione aerea ma la chiusura sulla pennellata di Clemente è troppo debole. Voto: 6
Anania Tenace, volitivo, si esibisce anche in iniziative personali, ma la svolta della sua prova arriva con l’ingresso di Moscati, con il quale ha una intesa collaudata, che si rivela assai efficace. Voto: 6.5
Carloto Forse la migliore prestazione della stagione perché nel primo tempo limita i danni, andando in chiusura spesso e volentieri e nella ripresa decide di dare continuità alla sua azione offensiva, verticalizzando e risultando decisivo sull’azione del 2-1. Voto:6.5
Benedetti Appare frastornato, incapace di trovare una posizione, dei centrocampisti è quello che paga di più il cambiamento tattico. Voto: 6– (dal 24′ st Margarita Il suo ingresso in campo accentua il disagio del Neapolis che non sa come fronteggiare i pericoli che oramai arrivano da più parti; è tenace e guastatore come sempre, utile nei ripiegamenti e nel recupero di palloni vaganti. Voto: 6.5
Zanchi Gioca una quantità incredibile di palloni, a proposito e sproposito. Fa di tutto e di più, senza specializzarsi in nulla, ovvio che alla fine incida la deviazione che tradisce Giordano e lo riporta sulla terra dopo il goal realizzato contro il Giulianova. Voto: 6–
Clemente Entra ed esce dal gioco perché nel primo tempo il Neapolis spinge da far paura, quando ha il pallone tra i piedi è sempre un allarme di massimo livello per l’avversario e puntuale arriva la conferma con una carezza al pallone che vale tre punti pesantissimi. Voto: 7 + (dal 44′ st Mocarelli Il tempo per dire c’ero anche io. NG Tozzi Borsoi Qualche progresso, sarebbe ingiusto negarlo, rispetto ad una settimana fa, ma non gliene va dritta una, come capita a quegli attaccanti che in una stagione fanno goal «impossibili» e in una altra sbagliano occasioni a mezzo metro dalla linea di porta. Voto: 5.5
Balistreri In una partita di sacrificio perché al centro gioca Tozzi Borsoi e non lui, che è punta centrale, rimedia un assist che vale un goal, conferma fiuto sotto rete e si rende utile con ripiegamenti vari che valgono qualchepunizione conquistata. Voto: 6.5
Battistini Dall’inferno al Paradiso senza passare neppure per il Purgatorio, la vita di un allenatore è anche questa. Durante l’intervallo c’era chi invocava il ritiro, ma alla fine tutti lo osannano. Sarà bene che faccia il callo a queste contraddizioni. In ogni caso in settimana rimurginerà sulla opportunità di schierare Tozzi Borsoi e Balestreri in tandem. Voto: 6.5

