Mario Mariano

di Mario Mariano

La salvezza è il solo obbiettivo da perseguire: la serie B è da mettere in cassaforte prima possibile, magari con un nuovo condottiero. Il catastrofismo non serve a nessuno, ed è proprio nei momenti meno felici che va trovata la forza di reagire e intravedere margini di miglioramento. Camplone, mandando in campo subito dall’inizio tre nuovi acquisti, ha dimostrato nei fatti di aver condiviso le scelte della società, ed ora non ha più appigli: per molti versi si sono ripetute le prestazioni delle ultime settimane, deficitarie sotto il profilo della compattezza della squadra, e in fatto di lucidità. Solo barlumi di cambiamento nel primo tempo, con la difesa più attenta, e con i lanci lunghi nel tentativo di innescare Ardemagni. Poi il crollo al primo errore, la confusione che è cresciuta di minuto in minuto, l’affanno di voler recuperare, la smania della panchina di mandare in campo forze fresche, con cambi senza né capo né coda.

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L’analisi Conlusione: altra lezione pesantissima, con una situazione psicologica che va ricostruita da chi ha una maggiore esperienza della categoria e potrebbe sapere meglio come uscire da una situazione che si va facendo pesante. Non sappiamo se questo nuovo condottiero capace di portare un po’ d’ordine sia Calori, certo è che da Camplone c’era da aspettarsi una gestione diversa sia prima che dopo il mercato d’inverno. Squadra molle, con l’aggravante che nessuno va in soccorso del compagno: la mutualità è una filosofia che non appartiene più a questa squadra, che anche a Vicenza ha puntato sulle individualità, non certo sul gioco. Cosi è stato in occasione del goal di Lanzafame che una squadra accorta, degna di questo nome avrebbe dovuto difendere con le unghie e con i denti. Ed invece la fragilità è emersa in tutto il suo fragore dopo l’errore di Provedel sul goal del pareggio, errore comunque in compartecipazione con una difesa che ha pagato dazio al primo grave errore di piazzamento. E’ stato l’inizio della fine, perchè dal 47’in avanti, è stato un susseguirsi di topiche, con nessuna possibilità di recupero. Camplone ci ha messo del suo perchè bisognava assolutamente difendere il pareggio, e i cambi hanno confermato la modesta lucidità del tecnico.

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Obiettivo salvezza Non va perduta la calma, non c’è affatto bisogno di sparare sulla Croce Rossa: aver deciso, con feroce determinazione, che l’obbiettivo da perseguire è la salvezza, è già una buona base di partenza. Occorre intanto porre una barriera tra il cammino fatto fin qui e quello che resta da fare: la sensazione netta è che Camplone non abbia più le energie per ribaltare la situazione, per arrestare la serie di sconfitte rovinose. E forse neppure la capacità di prendere decisioni nette, come quella di trovare una formazione standard sulla quale insistere. Tatticamente poi è stata perduta l’dentità della prima fase del torneo, ritrovata solo a tratti nel girone di ritorno.

Provedel: Lavoro di routine nel primo tempo, ma alla prima situazione critica va in difficoltà, restando a metà strada come la settimana prima.Un goal che è sembrato tagliare le gambe alla squadra.Voto: 5-

Comotto: Si imbatte in Giacomelli, che sembra tarantolato. Primo tempo di temeramento, dignitoso. Sostituito dopo il raddoppio del Vicenza, forse con il fatto che era stato ammonito.Voto:6- (dal 13 st Faraoni: Veniva dato per utilizzato dal primo minuto, ma Camplone ama le sorprese, salvo che poi le decisioni gli si rivoltano contro: l’ex Udiense entra quando la squadra è già dispersa, ciascuno per proprio conto e il giudizio resta sospeso. Voto:ng

Hegazy: Stilisticamente impeccabile, resta concentrato per un tempo, poi si disperde nei momenti clou, salvo provare a recuperare andando in avanti. Gode di tutte le attenuanti del caso. Voto:6

Goldaniga: Un erroraccio pagato a carissimo prezzo, anche perchè era in netto vantaggio su Cocco e con il fisico che si ritrova non può farsi spazzare via come una piuma. Voto:5

Crescenzi: Camplone insiste ad utilizzarlo come esterno di difesa e lui riesce ad essere diligente solo per 45′. Poi arrivano i soliti errori, pagati in maniera pesante. Questa insistenza sul cambio del ruolo pesa come un macigno sulle spalle del tecnico. Voto:5–

Rizzo: E’ tra quelli che verticalizza il gioco nel primo tempo, buttato nella mischia dopo tre allenamenti fa intravedere che si può contare sulla sua fisicità e sulla capacità di fare filtro. Voto:6 (dal 20 st Nielsen: Alla faccia che era stato voluto dallo stesso Camplone, che gli preferisce l’ultimo arrivato in ordine di tempo – contratto firmato 20 minuti prima della chiusura del mercato -. Nella confusione si nota la sua chioma.Voto:ng)

Fossati: Ammonito all’inizio, si smarrisce fino a non farsi più notare o meglio a risultare tra i più lucidi della squadra. Voto:5.5

Nicco: Le solite corse affannose con i soliti passaggi intercettati dagli avversari. E lui sì resta in campo fino al termine. Voto:5-

Lanzafame: Goal perseguito con la solita tenacia, con gioco di gambe, potenza e precisione che si uniscono. Da l’impressione di essere di una spanna sopra gli altri per efficacia e temperamento, ma viene richiamato in panchina! Voto:6.5 (dal 24 st. Taddei: bastava guardarlo dopo una corsa e capire che l’incantesimo si è spezzato da tempo. Ovviaemente non può risolvere nulla da solo, e gli manca perfino la lucidità di chiedere la collaborazione dei compagni.Voto:ng)

Ardemagni: Accolto come salvatore della patria, viene cercato all’inizio con qualche lancio lungo, la sensazione è che i compagni non hanno ancora capito come va servito.Lotta ma sempre lontano dalla porta. Voto:6-

Falcinelli: Gli sflacelli promessi con l’arrivo di Ardemagni restano nelle intenzioni. Di fatto ciascuno gioca per proprio conto. Voto:5+

Camplone: Sosta del campionato e mercato ponderoso non gli hanno restituito sorriso e voglia di imporre le sue idee. Appare poco lucido nella preparazione della partita e nei cambi. Sfiduciato. Voto:5-