©️Fabrizio Troccoli

È sui fondi contrattuali destinati al personale e, in particolare, sul riconoscimento economico degli incarichi di funzione che si apre un nuovo fronte sindacale all’interno della sanità umbra. Fp Cgil e Uil Fp hanno scritto alla presidente della Regione Stefania Proietti chiedendo che alla Usl Umbria 1 si proceda senza ulteriori rinvii all’applicazione degli accordi già sottoscritti e all’erogazione delle risorse spettanti ai professionisti interessati.

Al centro della vertenza c’è la cosiddetta trasposizione degli incarichi di funzione, cioè il passaggio degli incarichi già ricoperti dal personale nell’attuale sistema contrattuale, con il conseguente riconoscimento economico previsto dal contratto collettivo. Si tratta quindi di risorse che, secondo i sindacati, sono destinate specificamente al personale e che non possono essere considerate una disponibilità generica dell’azienda sanitaria.

Il problema, sostengono Fp Cgil e Uil Fp, riguarda in particolare la Usl Umbria 1, dove il percorso non sarebbe ancora arrivato alla piena applicazione economica. Le organizzazioni sindacali contestano eventuali tentativi di riaprire una discussione su una ripartizione delle risorse che era già stata concordata e sottoscritta al tavolo sindacale dalla Rsu e da tutte le organizzazioni presenti.

«Respingiamo con forza qualsiasi tentativo di rimettere in discussione intese già raggiunte e sottoscritte da tutte le sigle sindacali e dalla Rsu», affermano la segretaria generale della Fp Cgil Umbria Desirèe Marchetti e la segretaria generale della provincia di Perugia Donatella Renga, insieme al segretario generale della Uil Fp Umbria Jacky Mariucci e al segretario regionale Paolo Leonardi.

La questione, secondo i sindacati, è anche quella della parità di trattamento tra lavoratori che svolgono le stesse funzioni. Il confronto viene fatto con le aziende ospedaliere umbre, dove un analogo percorso sarebbe stato completato da circa tre anni – spiegano nella nota i sindacati – con il riconoscimento dell’incremento economico legato agli incarichi.

«Sostenere ulteriori dilazioni o sollevare ostacoli pretestuosi su risorse che appartengono di diritto al personale è un atto privo di motivazione logica e sindacale», sostengono Fp Cgil e Uil Fp. «Si tratta dell’attribuzione di risorse a quei lavoratori che fino a oggi hanno garantito con abnegazione la continuità e la tenuta del servizio sanitario pubblico».

Per i sindacati, dunque, non è soltanto una questione di tempi nell’applicazione di un accordo. Il nodo è la differenza di trattamento economico che, a loro giudizio, si sarebbe determinata tra professionisti del servizio sanitario regionale che svolgono funzioni analoghe.

«È inconcepibile che tra professionisti all’interno della stessa azienda ci sia una iniquità retributiva e che non vengano riconosciuti i corrispettivi per il lavoro svolto rispetto all’incarico ricoperto», affermano le organizzazioni sindacali: «Nelle aziende ospedaliere dell’Umbria lo stesso identico percorso ha trovato immediata applicazione senza ostacoli, garantendo il giusto incremento economico già da circa tre anni».

La vertenza arriva inoltre in una fase particolarmente delicata per la sanità regionale. La Regione è impegnata nella discussione del nuovo piano socio-sanitario e contemporaneamente alle aziende sanitarie viene chiesto di rafforzare i servizi di prossimità e la capacità di risposta sul territorio. Per i sindacati, proprio per questo, la valorizzazione del personale non può essere separata dalla riorganizzazione del sistema.

«Non si comprende in alcun modo la modalità di alcune sigle sindacali di colpire alcuni professionisti che operano in un’azienda sanitaria territoriale vasta e complessa come l’azienda Usl Umbria 1, in un momento strategico in cui si discute il nuovo piano socio sanitario regionale e si chiede alle strutture di garantire il massimo dei servizi di prossimità ai cittadini», affermano.

I sindacati annunciano che continueranno a seguire la questione «in tutte le sedi» per ottenere «immediatamente» l’erogazione delle risorse, il superamento delle differenze retributive e il rispetto degli accordi sottoscritti.

Ma la vertenza non si fermerà agli incarichi di funzione. Fp Cgil e Uil Fp annunciano infatti di voler monitorare anche altri aspetti dell’organizzazione del lavoro nella sanità pubblica: dall’utilizzo dello straordinario alla gestione della pronta disponibilità, dai carichi di lavoro alla programmazione dei turni e dei riposi, fino alle condizioni che possono incidere sulla salute e sulla sicurezza degli operatori. «Non può esserci una sanità pubblica forte e di qualità se chi ogni giorno la garantisce è costretto a lavorare in condizioni di disagio, sovraccarico e insicurezza», concludono i sindacati.