di Mario Mariano
«Voglio solo vincere», parole e musica di Luigi Apolloni prima di ricevere il Pescara che affrontava un Gubbio gasatissimo per la prima vittoria in trasferta dopo una eternità e sopratutto conquistata contro una squadra leader come il Sassuolo. Mal gliene incolse al giovane tecnico del Gubbio: per dirla con le parole di Novellino, al nostro fianco al Barbetti, il Pescara è «la squadra meno leggibile del campionato», ed Apolloni si è fermato alle primissime pagine, nel senso che per una decina di minuti il Gubbio ha provato a dare un senso al suo pomeriggio di caldo afoso, andando a pressare la difesa abruzzese per impedire che da li ripartisse il gioco.
Gubbio piccolo piccolo Ma dieci minuti sono una inezia e Apolloni ha lasciato in stato di totale libertà sia Verratti che Insigne. Non tragga in inganno il punteggio finale, maturato quando pure il Gubbio un pensierino ad una chiusura sullo 0-0 ce l’aveva fatta: al Barbetti abbiamo visto una squadra di extraterrestri contro un Gubbio piccolo piccolo, con poche idee e con i muscoli sfilacciati. Si da il caso che il Pescara non ha mai abbassato le marce, neppure dopo il doppio vantaggio. Un Pescara che ha chiuso in attacco creando almeno 15 occasioni da rete, colpendo quattro pali, reclamando due calci di rigore, aggredendo gli spazi e giocando un calcio spettacolare, senza che nessuno accusasse la fatica.
La fatica dei rossoblù Quella che invece si abbatteva sugli eugubini, con continue richieste di massaggiatore e medico per crampi manifesti. Aver cambiato quattro allenatori ha prodotto questo triste risultato: che ciascuno ha preparato la squadra secondo i propri programmi, e le conseguenze più visibili sono state quelle di vedere giocatori infortunati e con il fiato corto. Non era insomma il Pescara l’avversario che poteva confermare i progressi del Gubbio, sopratutto se affrontato con troppa supponenza sia nelle dichiarazioni della viglia che in campo: «Quando il Pescara è venuto a Livorno, le due decisioni che ho preso sono state quelle di marcare stretto Verratti, con una mezza punta, Remedi, ed ho costretto Insigne a girare al largo, per impedirgli di entrare con facilità in area. Andammo sotto di un goal, ma alla fine vinsi la partita per 4-1», ci ricordava Novellino. Per non buttare la croce addosso solo ad Apolloni, aggiungeremo che il Gubbio avrebbe dovuto capire da subito che il massimo risultato possibile sarebbe stato lo 0-0, anche perchè -ed è questa la notizia sul conto di Zeman- i difensori del Pescara non si sono di certo vergognati di ricorrere al fallo quando qualche eugubino si avvinava troppo all’area di rigore.

