di Andrea Ferroni*
In queste settimane di campagna elettorale un elemento politico si sta sempre di più affermando, l’unico progetto in campo che si schiera in netto contrasto alle politiche neoliberiste di questi ultimi 20 anni è Potere al Popolo. Una contrarietà non semplicemente agli ultimi governi Renzi e Gentiloni, ma anche a tutte quelle riforme precedenti come la Fornero, il Pareggio di bilancio in Costituzione, la riforma Gelmini e la legge Treu.
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Tutte le altre proposte politiche, per parola dei loro candidati locali o nazionali, si schierano in un ambito di ricostruzione del centro-sinistra, quando questo modello politico ha mostrato tutta la sua subalternità al neoliberismo. Lo possiamo vedere per le riforme portate avanti in Italia, ma in generale in tutta Europa, dalla Germania alla Spagna, dove centro-destra e centro-sinistra governano insieme, come ormai da anni portano avanti un programma comune all’interno del Parlamento europeo.
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Parlare di centro-sinistra significa fare accordi politici prima o poi con il Pd (con o senza Renzi), lo stesso Pd che, come abbiamo dovuto rilevare, non ha mostrato valori comuni e non ha partecipato nemmeno alla splendida manifestazione antifascista di sabato a Macerata.
POTERE AL POPOLO: I CANDIDATI – FOTOGALLERY
La sinistra antiliberista per essere tale deve essere autonoma ed alternativa a questo centro-sinistra, solo così si potrà riavere una forza politica realmente popolare in grado di ripartire dai bisogni di chi ha subito gli effetti devastanti di questo sistema economico.
*Candidato Potere al popolo
