Indagano i Nas

Riceviamo e pubblichiamo la nota dei sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil sullo scandalo dei falsi ricoveri, che ha portato alla denuncia di 800 operatori sanitari a seguito dei controlli del Nas

Le segreterie regionali dei pensionati, SPI/CGIL – FNP/CISL –UILP/UIL, dell’Umbria ritengono che quanto sta emergendo rispetto all’inchiesta sui falsi ricoveri nel Servizio Sanitario Pubblico in Umbria sia di una gravità incredibile.

Se quanto rilevato nelle indagini e riportato dagli organi di stampa dovesse rivelarsi veritiero, saremmo di fronte al fatto che alcuni dipendenti della sanità pubblica hanno falsificato documenti e firme pur di registrare nel sistema informativo, come ricoveri, attività specialistiche, facendo ottenere così prestazioni sanitarie senza la corresponsione del ticket dovuto, nonché scavalcando le lunghe liste di attesa, con l’effetto di spingere un numero sempre maggiore di utenti (che possono permetterselo) verso la sanità privata.

Non a caso, la spesa per la sanità privata è in aumento. E tutto questo mentre migliaia di cittadini ultra 65enni si vedono costretti a causa delle precarie condizioni economiche a rinunciare a cure pur importanti per la propria salute.

Se confermato, quanto scoperto dalle forze dell’ordine e dalla magistratura confermerebbe un malcostume, una mancanza di senso civico, un uso scorretto e personale del proprio potere e ruolo che probabilmente, in questo comparto, potrebbe nascondere ancora fatti e comportamenti che mortificano il senso deontologico a cui è tenuto un operatore di un servizio di così alto interesse pubblico per la comunità regionale dell’Umbria.

Le segreterie regionali di Spi, Fnp e Uilp dell’Umbria, facendo proprio il sentimento di migliaia di pensionati e pensionate, intendono comunque sottolineare che, pur in presenza di un numero considerevole di persone che con comportamenti illeciti risultano coinvolte in questa ipotesi di reato, la stragrande maggioranza del personale, ad ogni livello di responsabilità della Sanità Pubblica dell’Umbria, compie il proprio dovere con grande dedizione, attaccamento e senso di servizio, pur in presenza di insufficienti risorse economiche.

Infatti, nonostante tutto, da diverse ricerche il servizio sanitario pubblico dell’Umbria risulta essere tra i migliori d’Italia.

Proprio per tutelare la stragrande maggioranza del personale occorre che coloro che hanno la responsabilità politica e amministrativa in materia non si limitino ad una semplice e generica solidarietà con quanti hanno fatto emergere questo “scandalo”, ma pretendano l’immediato recupero delle risorse economiche, una rapida ed esemplare applicazione della legge per tutte le persone che risultino essere coinvolte e avviino immediatamente severi controlli preventivi.

Il Sindacato pensionati di CGIL/CISL/UIL dell’Umbria ritiene inoltre che l’introduzione del “fascicolo sanitario elettronico” a cui la Regione è tenuta, come previsto dalla legislazione nazionale vigente, potrà essere un deterrente e dare un contributo ai controlli preventivi.

Un metodo di gestione sano è particolarmente funzionale per gli anziani in quanto più bisognosi di prestazioni socio/sanitarie.

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