C’era una vodka sempre in mano e oggi c’è un bimbo di sei mesi. E una mamma che però non si sente tanto mamma ma che si consola con una buona dose di ironia. In questo spazio-blog una neo mamma un po’ disordinata cerca di raccontare l’Umbria vista con gli occhi di chi prova a conciliare biberon e aperitivi. Con l’invito a seguire Lucrezia anche sul suo originale blog. Clicca qui per rivedere tutti gli articoli di C’era una vodka.

di Lucrezia Sarnari

Il mio è un buon orario di lavoro per una mamma, abbastanza flessibile e con la possibilità di avere mezza giornata libera. Almeno per il momento, poi dal nuovo anno si vedrà. Alla vigilia del rientro al lavoro si era, però, palesata la possibilità di lavorare full time, possibilità alla quale ho risposto sì senza nemmeno pensarci che già mi pregustavo le mie lunghe giornate di riposo fuori di casa. Io, la Santanonna un po’ meno. E ci siamo attivati anche noi alla ricerca dell’asilo nido perfetto.

Non avendo fatto l’iscrizione al comunale al momento opportune (per le mamme pigre e poco organizzate come me, sappiate che c’è comunque la possibilità di presentare una domanda tardiva al Comune di Perugia entro dicembre) la scelta si ristringeva agli asili privati. Poi mi hanno parlato degli asili nido familiari dei quali ignoravo l’esistenza, di queste strutture nelle quali mamme (che forse hanno dei peccati da espiare, chi lo sa), a metà tra baby sitter e maestre, aprono la porta di casa loro ad altri bimbi ai quali propongono attività e cure mentre i genitori sono al lavoro. O dal parrucchiere.

Solo dopo, documentandomi, ho scoperto che l’esperienza dei nidi familiari è molto forte al Nord Europa, ma comunque diffusa in tanti paesi europeri, dove è conosciuta come tagesmutter (“mamma di giorno”) e che sta prendendo sempre più piede in Italia. L’asilo nido in famiglia è, in pratica, un nido domiciliare che offre un servizio alternativo rispetto agli asili nido pubblici e privati. Durante il giorno le mamme accolgono altri bambini nella propria casa per accudirli.
 Le abitazioni che ospitano queste strutture devono chiaramente avere dei requisiti: uno spazio per l’accoglienza, un cosidetto “angolo morbido”, dove i bambini possono rotolarsi in sicurezza, un’area dedicate al riposo, attrezzata con culle e lettini, un bagno con fasciatoio, per cambiare e lavare i bimbi e una cucina.

Ecco, io per mio figlio avrei scelto una di queste strutture. Avrei scelto un nido familiare sostanzialmente per il numero di bimbi che accolgono, minore rispetto a quello delle altre strutture, dai due ai quattro di solito, cosa che mi fa pensare ad una maggiore attenzione e un maggiore controllo nei loro confronti sia durante le attività che nelle fasi di pappa/cambio/nanna. E pure ad un minore rischio di contagio delle malattie infettive. Essendo a casa loro, inoltre, le mamme-educatrici, riescono a prestare maggiore attenzione a ciascuno, soddisfacendo le esigenze di ogni genitore e di ogni bambino cosa che nel mio caso era fondamentale dovendo inziare lo svezzamento del nano. E  last but not least il nido in famiglia è meno caro rispetto all’asilo tradizionale.

In Umbria i nidi familiari sono 18. Io ne ho visitato solo uno (e ancora nessun asilo nido tradizionale) che però mi aveva convinto. “La casa delle Tartarughe” si chiama, a gestirlo è Francesca Mecocci che è la prima mamma (di due bambine bellissime) educatrice ad aver aperto una struttura di questo tipo in Umbria tre anni fa, nel 2010. Una casa a prova di bambino la sua e un aiuto concreto se da sola non ce la fa: quello di sua mamma.

«I nidi familiari – mi racconta – non hanno la pretesa di sostituirsi a quelli tradizionali, sono solo un’alternativa, un servizio aggiuntivo del nostro sistema educativo. Io ho iniziato a pensare seriamente a quest’attività dopo che sono diventata mamma della mia prima bambina. Ora, la mia seconda figlia, frequenta il nido insieme agli altri bambini e e così posso crescerla e seguirla senza farle mancare il contatto e confronto con I suoi coetanei. Siamo mamme ma anche operatrici qualificate e i bimbi che ci vengono affidati vengono seguiti e stimolati adeguatamente in un clima che non potrei definire diversamente che familiare».

Potete trovare l’elenco degli asili nido presenti in Umbria nel sito del comune di Perugia e in quello della Regione Umbria.

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