di Mario Mariano
Alla fine gli applausi ci sono stati e non sono da sottovalutare, anzi meritano l’incipit, perchè dimostrano tante cose. L’apprezzamento dei tifosi per la prestazione e il riconoscimento della cultura della sconfitta, che prevede il saper vedere i meriti dell’avversario. Dunque, chapeau al popolo del Grifo che sventola le bandiere e non si mortifica per il poker del Novara, di gran lunga la squadra migliore vista al Curi. Una squadra dalle idee molto chiare, di un pragmatismo impressionante, che punta sulle proprie qualità ma chiaramente non disdegna errori e clamorose distrazioni. Nell’1-4 c’è di tutto, perfino le improvvise amnesie di un portiere che al Curi aveva resistito per 646 minuti. A forza di pigiare su quel record, andando a ritroso nel tempo per scoprire che il predecessore di Rosati era stato nientemeno che Nello Malizia, il fortino è sembrato andare in frantumi, così da rimettere tutto in discussione sui punti di forza della squadra. Non ha fatto in tempo Bisoli a togliersi i sassolini – sostenendo in sintesi di avvertire consenso solo quando la squadra vince -, che è arrivata la sconfitta più pesante, almeno in termini di gol al passivo. La gente alla fine ha voluto premiare il coraggio di aver provato ad affrontare il Novara a viso aperto.
La differenza Recriminare non solo sull’assenza di Zebli si può e si deve: oltre l’ivoriano sono ancora fuori Rizzo e Salifu, ma essenzialmente è arrivata la conferma che con i giovani ci vuole sempre pazienza e il debutto di Joss è li a dimostrarlo. Il cammino della squadra dipenderà dal recupero di giocatori con caratteristiche complementari a quelle di Taddei. Infortuni e squalifiche se arrivano tutte insieme indeboliscono qualsiasi squadra, figurarsi quella che ha trovato equilibrio dopo tanti esperimenti. Nella giornata le conclusioni a rete sono state tutte dalla distanza (escluso ovviamente il goal di Parigini), e qui sta una delle principali differenze tra le due squadre: la dimestichezza per Evacuo, Rodriguez e Faragò di fare gioco nell’area avversaria, a differenza degli allievi di Bisoli che quella zona la frequentano poco e con frenesia. I record così come si costruiscono, si abbattono. Occorre ripartire e possibilmente capire se e quando Bisoli potrà disporre di Salifu e Alhassan, due giocatori collaudati di cui si sono perdute le tracce.
LA CRONACA
FOTOGALLERY: LO SPETTACOLO DELLA NORD
Rosati: pomeriggio brutto e da dimenticare in fretta, anche se in mezzo agli errori ci sono pure interventi importanti per arginare la valanga novarese. Distratto nelle uscite e non reattivo sul finale. Meglio non pensare più al record. Voto: 4.5
Del Prete: la sua parte la fa, ma non con la disinvoltura di altre volte. Per spingere, spinge, ma poi anche lui viene bruciato sullo scatto. Voto: 6-
Volta: vero che si balla e si soffre nell’uno contro uno? Davanti i novaresi sembrano tarantolati e fermarli non è facile anche perché hanno un coeficente di realizzazione impressionante. Voto: 5.5
Belmonte: In affanno quando c’è da affrontare l’avversario in velocità. Il pomeriggio è di quelli da dimenticare, anche se riconoscere i meriti degli altri aiuta a smaltire la delusione. Voto: 5.5
Spinazzola: è stato oggetto di considerazioni varie alla vigilia da parte del suo mentore: la corsa è fluida quando avanza, ma la mira è sballata quando prova il tiro. Voto:6-
Joss: osservato speciale, tocca il primo pallone dopo diversi minuti; sembra spaesato, troppo diverso nelle caratteristiche con Zebli. Voto: 5 (dal 1′ st Drolè: necessario per creare aspettative, che durano lo spazio di una manciata di minuti. Azzeccatissima l’espressione «con lui si va sulle montagne russe», un saliscendi ragguardevole. Voto: 6-
Taddei: partenza lenta, come a confermare che il motorino Zebli che gli gira intorno gli manca eccome. Meglio nella ripresa, quando prova a tessere la tela per organizzare il gioco. Voto: 6
Della Rocca: tra i più tonici, si carica di tante responsabilità, portando la legna e provando anche a concretizzare i raid offensivi. Voto: 6.5
Lanzafame: rispetta le consegne sulla fascia destra ed è tra i più vivaci anche nelle conclusioni. Portato nel vivo del gioco non incide perché la squadra vive di fiammate estemporanee. Voto: 6 (dal 33′ st Mirval: entra a giochi fatti e nessuno campione avrebbe potuto a quel punto cambiare la partita. Voto: ng)
Di Carmine: un avvio decisamente convincente, e prima del goal di Corazza anima il fronte d’attacco con la fresca vena del goleador. È coraggioso nei contrasti e sorprende la sostituzione fatta da Bisoli. Voto: 6+ (dal 14′ st Ardemagni: non trova il bandolo della matassa, gira al largo alla caccia di qualche pallone ma le conclusioni a rete non arrivano. Voto: 5)
Parigini: per noi il migliore perché costringe Faraoni a stare sulle sue, perché è reattivo e capace di accelerazioni importanti. Peccato il “giallo” che lo costringerà a saltare Bari. È l’attaccante che ha cercato di più e meglio il gol, che arriva puntuale. Voto: 6.5
Bisoli: premessa necessaria: sorprende che alla vigilia faccia dichiarazioni della serie «se vinci sei un bel ragazzo, se perdi un mediocre» , lui che pure conosce benissimo le dinamiche di un mondo che frequenta da quando aveva i pantaloni corti. Gioca la carta Joss e si ravvede capendo che il giovanotto stenta a carburare. Il cambio di Di Carmine con Ardemagni non convince. È in emergenza e di questo gli va dato atto. Voto: 5.5
