Non gli danno più pace al sindaco i genitori in protesta per le vicende che riguardano gli asili nido comunali di Foligno e che oltre alla petizione hanno avviato iniziative di protesta.
L’ultima durante il corteo storico della Quintana, quando il sindaco Zuccarini, insieme ad altri, ha sfilato per il centro cittadino in costume d’epoca. I genitori con i loro bambini e i cartelli avevano già avviato cori e grida di protesta richiamando l’attenzione sulle rivendicazioni che riguardano i nidi. Ma quando il passaggi del sindaco è coinciso con il luogo del sit in, le urla si sono fatte sentire ancora di più, caratterizzando questo appuntamento della manifestazione folignate.
I genitori chiedono il ripristino del turno pomeridiano e più personale. Intanto a Foligno è in corso una petizione, mentre sono attivi su più fronti dialoghi da un lato e proteste dall’altro per bilanciare i giochi di forza e traghettare quanta più attenzione possibile sulle rivendicazioni dei genitori. Sono consapevoli infatti, i protagonisti dell’iniziativa, che fin quando riescono a tenere accesi i riflettori sulle proprie richieste, acquisiscono maggiore forza anche nella trattativa che vede protagonista istituzioni, sindacati, dirigenti di istituto e liberi cittadini. Non si sono sottratti infatti i genitori a portare in protesta anche i figli piccolissimi, con cartelli e slogan, esponendoli senza indugiare nell’iniziativa pubblica, sotto i riflettori della stampa, di un folto pubblico presente alle manifestazioni della quintana e in generale dell’opinione pubblica.
Zuccarini, come si vede dalle immagini, si è sperticato nel lancio di bacini verso la protesta, non si è fermato davanti al sit in, ha proseguito il corteo come se nulla stesse accadendo davanti ai suoi occhi, ha sorriso ma era evidente l’imbarazzo per una festa che viene segnata da una presenza capace di catalizzare l’attenzione di molti, fino al punto di spostarla dalle rievocazioni alle rivendicazioni. I genitori gli hanno gridato: «Vergogna sindaco, non vogliamo bacini o saluti, ma essere ricevuti»
