Claudio Cipolla

di Claudio Cipolla*

Finalmente in questi giorni siamo riusciti, dopo un lungo periodo di silenzio ed assenza, a conoscere il punto di vista della Confindustria di Terni rispetto allo stato attuale del tessuto industriale, degli effetti che la crisi sta determinando e delle ‘ricette’ da mettere in campo, come comunità Ternana, per difendere e rilanciare il lavoro in questa città.

Come Fiom Cgil di Terni crediamo che l’analisi che Confindustria ha fatto sullo stato attuale del tessuto economico ed industriale e sulle ragioni del perché oggi ci troviamo in questa situazione è, a nostro avviso, la testimonianza dell’approssimazione con la quale si affrontano i temi del lavoro in questo territorio e conferma quanto più volte abbiamo sostenuto della superficialità dell’imprenditoria locale.

Abbiamo appreso, non con molto stupore, che non c’è la percezione della profonda trasformazione che la crisi sta generando ed inoltre che si sottovaluta pericolosamente il fenomeno, già in atto, di deindustrializzazione che stà producendo perdita di posti di lavoro con conseguente indebolimento del tessuto sociale ternano.

Rimaniamo stupiti anche del giudizio che si è dato sul sindacato che non solo è stato criticato nel suo operato, ma che è stato esortato ad avere degli atteggiamenti diversi, smettendola di ragionare come in anni passati.

Ribadiamo, fermi restando i nostri limiti, che il sindacato è da tempo che denuncia quanto sta avvenendo e che propone anche soluzioni e percorsi che potrebbero mettere in condizioni questo territorio di valorizzare le eccellenze presenti, di rilanciare il lavoro e difendere l’occupazione.

La proposta avanzata dalle organizzazioni sindacali di ‘Terni area di crisi complessa’, frutto di mesi di analisi confronti e discussioni, è una delle proposte in campo che vede, in questi giorni, molti soggetti pronunciarsi non a favore, ma senza una vera proposta concreta ed alternativa.

Forse è Confindustria, e le diverse associazioni datoriali, che sono affezionate ad atteggiamenti vecchi e conservativi, mostrando tutta la loro debolezza e paura nel confrontarsi seriamente con le parti sociali per misurarsi sulle possibili soluzioni da adottare in difesa della storia industriale e del lavoro ternano.

*Segretario della Fiom Cgil di Terni

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