di Chiara Donati*
Scrivo questa lettera aperta per far capire e conoscere la mia situazione da giocatrice e capitano della Ternana Femminile. Ho sempre fatto parte del mondo del calcio fin da piccola e come tante ragazze ho dato molto a questo sport. In questa stagione ho deciso di entrare a far parte del mondo del calcio a 5 e di questa grande realtà quale è la Serie A italiana. Ma prima di tutto ciò ho deciso di dire sì a una cosa molto più importante ovvero quella d’indossare la maglia della squadra della mia città.
Da sempre, penso, che ognuno di noi da piccolo o piccola sogni di giocare con la propria squadra del cuore e magari segnare un gol importante o festeggiare con i tifosi una vittoria. Io sono stata molto fortunata, infatti posso dire di aver realizzato questo sogno e provato le emozioni che ti da. Indescrivibili. Chiudete gli occhi e pensate di segnare un gol con la maglia della vostra squadra del cuore: Juve, Inter, Milan, Roma, Napoli e magari correre sotto i vostri tifosi. Io l’ho fatto. Io ho segnato con la maglia della mia Ternana e ho avuto la fortuna di farlo diverse volte. Ho sentito il boato del pubblico, ho baciato la mia maglia quella per cui nonna mi cantava le canzoncine da piccola.
Ma il mio sogno è andato oltre. Mister Pierini a inizio stagione, mi ha fatto il regalo più bello: mi ha consegnata la fascia da Capitano. Ora se avete tempo, voglia e possibilità richiudete un attimo gli occhi e pensate a tutto quello che ho scritto prima, il gol, il pubblico, il boato ecc… solo con in più la fascia da capitano della vostra squadra del cuore al braccio. Un sogno nel sogno. Dal primo giorno ho capito che dovevo dare il massimo anche nel rispetto di chi non può e non potrà mai vivere un momento del genere, ma che darebbe qualsiasi cosa per realizzarlo anche solo per un minuto.
Purtroppo però come nel più bello dei sogni c’è un brusco risveglio e non è di certo una mamma a farlo magari per andare a scuola. C’è una sentenza e una squalifica. Nella mia seppur breve carriera calcistica non ho mai mancato di rispetto a nessuno e soprattutto ho sempre cercato di dare tutto nel rispetto delle regole e della fiducia che le società mi accordavano via via negli anni. Ho giocato al Foligno Calcio Femminile con grande passione e voglia, ma soprattutto con grande serietà. Ho fatto chilometri su chilometri d’inverno, con la pioggia e con la neve, ricevendo pochissimi euro di rimborso che spesso non bastavano neanche a coprire la benzina messa. Sono stata costretta anche a firmare ricevute dove si diceva che non prendevo niente e l’ho fatto, come mi era stato detto, per non creare problemi e dare una mano alla società. La stessa società che dopo aver saputo che sarei andata a realizzare un sogno come quello di giocare per la mia Ternana e che era mio diritto farlo perchè le regole me lo permettevano, mi ha denunciata. La stessa società a cui ho regalato anni di sacrifici adesso mi ricompensa con una squalifica che non mi permetterà di aiutare le mie compagne a raggiungere un sogno chiamato scudetto.
Il modulo di tesseramento 118 permette di essere tesserati sia per una società di calcio a 11 sia per una di calcio a 5 all’interno della stessa stagione, nonostante ciò sono stata condannata e squalificata per aver svolto una settimana di allenamenti e due partitelle in famiglia prima che il foglio fosse stato depositato nonostante io lo avessi già firmato. In verità penso di essere stata condannata solo per invidia e negligenza. Perchè infondo la mia colpa è stata solo quella di aver indossato il prima possibile, come si fa da bambini quando te la regalano nuova, la maglia della tua squadra del cuore. Voglio concludere dicendo a tutte e tutti un semplice pensiero: se per qualcun’altro siete colpevoli di tifare e allo stesso tempo giocare per la maglia che state indossando, non smettete perchè sognare non è una colpa da condannare in un aula, ma solo un privilegio di coloro che amano questo sport, il calcio. Io non smetterò.
* Capitano della Ternana Futsal di calcio a cinque femminile
