Pubblichiamo di seguito la lettera integrale di Maurizio Davolio, presidente dell’associazione italiana Turismo responsabile
Un turismo sostenibile è possibile. Nella prossima edizione di It Fits, il Forum Italiano sul Turismo e la Sostenibilità, che si terrà tra Assisi e Perugia dall’8 al 10 maggio, spicca l’appuntamento, previsto nel pomeriggio del 9 maggio a Palazzo Donini, con un titolo che incuriosisce: «La gente non ci arriva.Umbria irraggiungibile!»
Ma è proprio vero? Nel corso della tavola rotonda che porta questo titolo così catastrofico verranno sicuramente presentati dei dati statistici e saranno formulate delle proposte. Francamente mi auguro che non venga suggerito un elenco di ulteriori autostrade, superstrade, linee ferroviarie ad alta velocità, infrastrutture di ogni genere (per fortuna non c’è la possibilità di proporre la costruzione di porti per ospitare le navi da crocier).
L’Umbria ha una propria identità, fa parte di quelle 7-8 regioni italiane che hanno un’immagine turistica propria sulla cui consistenza, soprattutto all’estero, sarebbe interessante compiere un’indagine, ad esempio, un’indagine comparativa, confrontando la conoscenza della regione con quella della località turistica forse più famosa, Assisi.
In Italia l’Umbria, il nostro ‘cuore verde’, è fortemente legata al piacevole ricordo delle nostre gite scolastiche (che svolgono una preziosa funzione anche promozionale) e alle gite parrocchiali, in virtù della sua ricchezza di patrimonio culturale e religioso.
L’Umbria, a differenza di altre regioni pur attraenti, è posizionata geograficamente in prossimità di importanti bacini emettitori, come la Pianura Padana, Roma, Firenze e le città toscane. Non è un vantaggio competitivo da poco. Per gli stranieri, per chi viene da lontano, non credo che percorrere qualche decina di chilometri in più su strade provinciali e interne possa rappresentare un elemento di scomodità, un deterrente, nel contesto di un viaggio di millecinquecento o duemila chilometri.
Inoltre l’Umbria gode di una forte concentrazione di località di grande notorietà e di alto pregio, distribuite su un territorio reso gradevole da uno splendido paesaggio. Viaggiare sulle strade umbre significa incontrare a brevi distanze luoghi che meritano sosta e visita, immersi in un paesaggio piacevole.
Il viaggio, in auto, camper, moto o treno, non è un banale trasferimento da una località all’altra, una perdita di tempo, bensì una componente positiva dell’esperienza turistica, e così deve essere presentato, percepito e vissuto.
A Bastia si terrà ai primi di ottobre ‘Fa’ la cosa giusta’, fiera dell’economia solidale, del consumo critico e del turismo responsabile; avremo modo di approfondire questi temi, parleremo di modelli turistici in cui sostenibilità e identità costituiscono fattori di differenziazione e di competitività, e presenteremo qualche proposta.
Maurizio Davolio
*Presidente di AITR, Associazione Italiana Turismo Responsabile e di EARTH aisbl, European Alliance for Responsible Tourism and Hospitality
