Dopo 25 anni dalla Legge sul randagismo in Italia, che ne ha vietato la soppressione come norma di civiltà, occorre riflettere con serena e spietata autocritica sui risultati pratici prodotti da una legislazione nazionale e regionale rimasta in buona parte solo sulla carta, Legge che nella sostanza, ha fallito tutti i suoi obbiettivi, ovvero la prevenzione delle nascite e il superamento della struttura canile, come meta ultima per l’animale. Gli animali agonizzano in attesa della morte, noi del Wwf siamo convinti che siano vittime di un sistema, che prospera sulla loro prigionia.
I canili lager non devono più esistere, né privati, né Onlus: dal punto di vista filosofico e in prospettiva …essi dovranno essere chiusi uno ad uno,…e agiremo in questo senso!!! Bisogna smettere di pensare che gli animali siano al sicuro allorché gestiti dai “buoni”, non è mica un assioma!
L’esistenza di un monopolio, spesso viene favorito dalle amministrazioni in base a un’etichetta di virtù e non invece alla reale operatività di associazioni e/o privati, che è bene precisare, di volta in volta possono essere eccellenti, oppure create su due piedi, per favorire qualunque tipo di traffico e profitto. La lotta ad accaparrarsi la gestione di canili e rifugi in convenzione, finanziati con fondi pubblici è senza quartiere e c’è chi oggi ve ne chiede conto verificando e denunciando (se del caso), opacità, poca trasparenza, discrezionalità assoluta e immotivata, mancanza di verifiche, riscontri e risultati, fin’anche a vizi nelle gare d’appalto. I soldi sono parecchi, stanziati perlopiù dalle amministrazioni locali, i privati, le associazioni ricordiamo, gestiscono oltre il 75% del mercato economico del randagismo, pari a finanziamenti da 350 milioni di euro l’anno in Italia. I canili sono oggi un sistema che serve a far soldi, la Legge dice invece che vanno creati dei rifugi e i canili devono rimanere solo come presidi sanitari e luoghi di transito, ma così non è stato!!!
Il Coordinatore regionale delle Guardie del Wwf Sauro Presenzini a titolo d’indagine, da tempo sta acquisendo dati su molti canili umbri tra cui Perugia, Terni, Narni, Città di Castello, acquisendo informazioni e incrociando documenti, delibere, fatture di spese, esborsi a vario titolo, si sofferma, uno su tutti, su un dato che stride fortemente e grida scandalo, facendo arricciare il naso anche a chi non è del settore. Presenzini sottopone alla pubblica opinione il “Caso Perugia”, lasciando la domanda sospesa verso amministratori, cittadini e Governo regionale: leggendo su internet tra i dati ufficiali diffusi, ne esce una domanda scontata: com’è possibile che una struttura pubblica, ovvero il canile sanitario di Collestrada, gestito dalla Dott.ssa Mancini della Asl 1 di Perugia, nel corso dell’anno 2015 a fronte 432 cani entrati in questa struttura, ne abbia restituiti 252 perché tramite il microchip si è potuti risaliti al proprietario, ma soprattutto tramite il progetto “RandAgiamo” in collaborazione con l’Università di perugia, abbia compiuto un vero miracolo, non solo ha affidato e trovato casa a 180 randagi, azzerando quindi tutti gli ingressi del canile dell’anno 2015 svuotandolo letteralmente. Di più, è riuscita ad intaccare anche lo zoccolo duro degli anni precedenti con ulteriori 25 affidi portando la percentuale d’affidamento al 114% rispetto agli ingressi dell’anno 2015, senza incentivi, senza sovvenzioni, senza bisogno di denaro pubblico, semplicemente per zelo, senso di responsabilità, amore verso la sua professione e verso gli animali.
Questo dato stride fortemente con la gestione dell’Enpa che nonostante cospicui finanziamenti pubblici da parte del Comune di Perugia, non riesce a reggere il confronto con la gestione del canile sanitario della Asl 1. Eppure il territorio, le sensibilità, le competenze, le condizioni operative sono le stesse dove agisce l’Enpa, non ci si dovrebbe forse aspettare di più da un’associazione che si professa animalista?? Il canile sanitario gestito dalla Dott.ssa Stefania Mancini, sarà portato ad esempio in tutta Italia, per efficienza, metodo e risultati.
*Presidente Wwf Perugia
