Il carcere perugino di Capanne

di Vanda Scarpelli*

L’allarmante situazione degli istituti penitenziari dell’Umbria impone una risposta urgente anche da parte delle istituzioni locali a partire dalla giunta regionale fino ad investire le municipalità e il governo delle città di Spoleto, Terni, Orvieto e Perugia.

Il carcere con le sue evidenti criticità non può certo essere vissuto come realtà altra rispetto al territorio, né si può pensare di abbandonare questa istituzione ad un destino in cui la sua funzione è ridotta alla mera custodia, o peggio alla costrizione.

Di fronte alle mancate risposte dell’amministrazione penitenziaria, ad un silenzio assordante che appare giorno dopo giorno come una fuga e un’assenza di responsabilità e rispetto e di fronte ad una situazione allarmante non solo per i detenuti, ma sopratutto per il personale penitenziario, costretto ad operare in condizioni di pericolosità continua, chiediamo alle istituzioni locali di farsi attori e garanti di una modifica sostanziale dell’attuale situazione, che riporti vivibilità e tranquillità negli istituti e tra gli operatori. Pertanto, l’attivazione di tavoli istituzionali e una forte presa in carico da parte della Regione dell’Umbria non è più rinviabile.

*Segretario generale Fp Cgil Umbria

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