di Mario Mariano
Ci eravamo un po’ tutti illusi che solo la nebbia potesse fermare il Perugia, ed invece a smentire questa teoria è stato il fanalino di coda di campionato, e non tragga in inganno il risultato: Rosati è stato decisamente il migliore dei suoi ed il Como ha perfino reclamato due calci di rigore. Potenza del calcio, si potrebbe dire, se tutto questo è accaduto, ma ora occorre capire perché alla ripresa del campionato dopo la sosta di Natale si è ripresentata agli occhi di tutti la squadra delle individualità, quella della confusione dei ruoli, del tutti avanti con la baionetta tra i denti, ma senza un briciolo di lucidità. Vince il Como dopo aver sofferto la partenza a razzo di Parigini e Spinazzola, che sprintano ma non concludono, ma fin dall’avvio si intuisce quanto il centrocampo voluto da Bisoli sia quantomeno approssimativo,senza quel punto di riferimento che è Taddei. Ci sarà stato pure il recupero di martedì nella testa di Bisoli, ma si fatica a capire perché l’assetto tattico finalmente individuato dopo la trasferta di Ascoli, venga di nuovo messo in discussione. Della Rocca schierato davanti alla difesa gioca probabilmente la peggiore partita della sua doppia esperienza perugina, con Rizzo che gli si avvicina, perché la generosità c’è, ma quella da sola non basta. Possibile che la esclusione iniziale di Taddei dalla formazione basta da sola a spiegare l’affondamento del grifo ? Certo che no, e tuttavia è chiaro che anche Bisoli deve averci pensato, visto che seppure tardivamente ha rispolverato il brasiliano, sperando dopo un’ora di gioco che potesse riallacciare il filo del discorso tattico. Bisoli ha fatto male i conti e, come era capitato prima che la squadra decollasse, ha ripetuto l’operazione dei cambi tanto per utilizzarli tutti e tre, senza una logica. Tanto per dire: Ardemagni non pervenuto per l’intera partita si guadagna la fiducia del tecnico, mentre Zapata, nonostante si faccia trovare in ogni zona del campo, viene invitato a guardare la ripresa dal tunnel degli spogliatoi. Si è forse voluto tornare all’antico per centellinare le forze di Taddei? Magari sarà proprio cosi, ma è certo che per dare un senso tattico alla squadra è necessario un regista e Della Rocca certamente non lo è. Più che la sconfitta, andrà valutata la situazione in prospettiva ed il mercato viene in soccorso per trovare le soluzioni giuste.
Rosati: reattivo sempre, limita il passivo con tre interventi che confermano il suo valore. Voto: 7
Comotto: torna a sorpresa titolare e il rischio già in partenza è alto, non tanto per l’apporto agonistico(sempre garantito), quanto per la lucidità in area nei momenti topici. Utile nella fase di disimpegno, ma quando il Como attacca mostra l’usura nei riflessi. Voto:5.5 (dal 31 st Taddei: non è certo un caso che calamita tanti palloni pur in cosi poco tempo e la sola palla giocabile ad Ardemagni gliela da lui.Voto:ng)
Volta: tremendamente in difficoltà sia in area sia quando prova ad “accorciare”. Non riesce a leggere come si muovono gli avversari, non certo aiutato da Della Rocca. Voto:5
Belmonte: l’esuberanza agonistica lo tradisce sia nei contrasti fisici che nei comportamenti disciplinari. Tutto viene oscurato dal colpo di tacco in faccia a Bessa. Voto:4.5
Spinazzola: intraprendente; si cala al meglio nella parte, almeno fino a quando la fatica gli annebbia le idee e lo porta a agire in zone di campo non di sua pertinenza. Voto:6-
Zapata: tra i migliori nella fase d’assalto, poi anche lui disperso in più parti del campo, con un contrasto difensivo al limite per salvare il salvabile. Voto:6 (dal 1st Di Carmine: schierare più attaccanti possibili non è quasi mai una soluzione efficace e lui non smentisce questa teoria. Ma più che da attaccante gioca a “dare una mano” alla squadra. Voto:5+
Della Rocca: addirittura più lento di Taddei sia nei muscoli che nei riflessi, non trova né tempi di chiusura sugli avversari, né soluzioni offensive, con l’aggravante di tanti errori nei passaggi. Voto:5- (dal 23 st Zebli: corre ovunque, ma entra che la squadra non si raccapezza più. Voto:ng )
Rizzo: senza capacità di disciplinare le forze finisce per agire in zone del campo dove il suo apporto diventa velleitario. Prova la soluzione da fuori area, ma la tecnica è ancora tutta da affinare. Voto 5.5
Drolè: accelerazioni, volteggi e magheggi per una mezz’ora, ma quando le batterie si scaricano è come giocasse sulla spiaggia, con i compagni che imprecano perché lui pensa che il pallone sia solo suo. Voto:6–
Ardemagni: una fatica immane a farsi notare, sembra di essere tornati indietro, quando tutti giocano per sé e nessuno per servirgli qualche pallone decente. Non pervenuto, al di là che ha richieste da club di serie A. Quesito:ma lui come vorrebbe essere servito? Voto:4.5
Parigini: finita l’euforia atletica dei primi 25 minuti,quando addirittura da l’impressione che la difesa del Como si può tagliare con un grissino, si affloscia come un palloncino da luna park. Nessuno lo innesca più e lui non può accendere le luminarie. Voto:5.5
Bisoli: garantito che ha una spiegazione razionale alla figuraccia generale, perché a lui non mancano mai gli argomenti. Avrà tutte le ragioni del mondo, resta il fatto che per preoccuparsi del recupero con il Vicenza ha finito per presentare una squadra ibrida dall’inizio alla fine. Voto:5


