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«La sua vita girava intorno a sua figlia. Da quando è arrivata in Italia ha sempre lavorato, a lavoro è sempre stata apprezzata» e ancora «era altruista, amava la vita, voleva fare tantissime cose, si preoccupava per il futuro della figlia e voleva che studiasse». Queste le parole della sorella Fatiha El Afghani, giovedì sera in centro a Terni per la fiaccolata in ricordo della donna, morta mesi dopo la terribile aggressione da parte del marito su un autobus (foto ©Alice Sciri) VAI ALL’ARTICOLO