di Massimo Colonna

«Smettiamo di finanziare la disoccupazione e iniziamo a finanziare l’occupazione». «Esempio concreto di welfare generativo». «Il sostegno al reddito deve essere funzionale ad una riconversione». Sono tre definizioni, rispettivamente del vicepresidente della giunta regionale Fabio Paparelli, del vicesindaco del Comune di Terni Francesca Malafoglia e di Maurizio Del Conte, amministratore delegato di Italia Lavoro, che fotografano l’essenza del nuovo progetto ‘Impresa al centro’, presentato dai due enti e dall’agenzia del ministero del Lavoro. Si tratta di un accordo che vuole rivoluzionare l’approccio alle problematiche del legame tra il territorio e le imprese: «Spesso il problema è quello di mettere insieme le richieste delle aziende con la formazione professionale che offre il territorio».

L’intermediazione Il progetto parte dunque dall’idea di aumentare il potere di intermediazione dei centri per l’impiego, con l’ambizione di costruire un modello riconoscibile di servizi alle imprese partendo dall’analisi dei fabbisogni e dalle comunicazioni aziendali. Il tutto per arrivare a formare una banca dati di aziende che potenzialmente possono così crescere anche grazie a questo tipo di servizi. In particolare per quanto riguarda l’attività dei centri per l’impiego è previsto lo spostamento dell’asse di attività verso i servizi a supporto dell’inserimento amministrativo rispetto alla gestione amministrativa. Un paradigma questo che emerge anche dal decreto legislativo 150/2015.

La Regione L’accordo avrà una valenza regionale ma su Terni e Narni avrà un valore sperimentale e quasi pionieristico. «Anche perché – ha spiegato il vicepresidente Paparelli – proprio su questi territori stiamo portando avanti la partita dell’area di crisi complessa in cui si inserisce anche questo nuovo progetto. Proprio per questo è importante che si crei un contesto adeguato per le aziende, per la scuola e per chi cerca lavoro per riuscire a creare una rete di domanda/offerta efficace. In questo è importante il lavoro di Italia Lavoro, che fornirà diversi tipi di supporto».

Il Comune di Terni Per la Camera di Commercio di Terni era presente il presidente Giuseppe Flamini, il quale ha ricordato come «anche in questo caso resti fondamentale il ruolo del nostro ente camerale per il raccordo di attività come questa, seppur nel prossimo futuro si andrà verso un ridimensionamento delle Camere di Commercio che comunque dovrebbe garantire una presenza a Terni». «E’ un accordo fondamentale per Terni – ha spiegato il vicesindaco Malafoglia – perché il lavoro per questa città è parte dell’identità storica. Da questo punto di vista il nostro approccio è stato sempre quello di creare un welfare generativo (la Malafoglia ha anche la delega al Welfare, ndr) che porti cioè a ricchezza e che non sia soltanto assistenzialismo fine a se stesso. E per noi è importante confrontarci con gruppi come Italia Lavoro che mettono a disposizione strumenti utili e professionali.

La task force «La nostra task force – ha spiegato Del Conte – sarà da subito a disposizione della Regione. L’obiettivo, per quanto riguarda le imprese, è di sperimentare un modello di scouting e di servizi che, con una metodologia innovativa, possa accreditarsi poi come buona prassi nazionale da estendere in altri territori. Il tutto per ridurre il gap esistente tra domanda e offerta di lavoro».

@tulhaidetto