Vendemmia (foto F.Troccoli)

«Il 2015 potrebbe essere incorniciato come un millesimo da ricordare qualitativamente ottimo con molte punte di eccellente, in particolar modo per i vini ottenuti da uve a bacca rossa che saranno vendemmiate a fine settembre». Parola di Assoenelogi. E’ con queste premesse che si sta aprendo la vendemmia migliore degli ultimi anni, in Umbria stimata con una crescita del 15-20% rispetto al 2014 e del 9-10% rispetto alla media degli ultimi 5 anni.

Clima ideale A favorire l’andamento positivo è stato il clima particolare di quest’anno. «Le buone riserve idriche accumulate – secondo l’associazione degli enologi – hanno determinato un’interessante ripresa vegetativa, sfociata in una primavera che ha favorito le fasi fenologiche per lasciare poi il posto ad un’estate calda, mitigata nella seconda metà di agosto da provvidenziali piogge, condizioni che hanno sancito un percorso decisamente positivo della maturazione dei grappoli con l’accumulo di sostanze aromatiche e polifenoliche». Tuttavia, è bene precisare che «sarà l’andamento climatico e meteorico del mese di settembre, e di parte di quello di ottobre, per alcune varietà tardive, a decidere il livello qualitativo della produzione. Infatti, se le prossime settimane decorreranno nel modo più opportuno, ossia con giornate ricche di sole e giuste precipitazioni, le possibilità di ottenere vini bianchi profumati, con un giusto equilibrio di acidità, alcolicità, finezza e freschezza, e vini rossi armonici, ricchi di struttura, dai profumi complessi e da lungo invecchiamento, ci sono tutte».

Le previsioni In Umbria e Lazio la vendemmia è già iniziata e conclusa per le uve base spumante e per le varietà internazionali bianche, mentre per i rossi ed i bianchi autoctoni si dovrà attendere la prima decade di settembre. Qui «ci troviamo – per Assoenologi – di fronte ad una buona annata, migliore della precedente, sia in termini qualitativi che quantitativi, tanto che in Lazio e Umbria si stima una quantità superiore del 15% rispetto al 2014, pari a circa 2.270.000 ettolitri di vino».

L’andamento Se ci si trova a questo punto, è grazie a una stagione iniziata con un lieve ritardo rispetto alla media delle ultime annate. Nella prima decade di giugno si è sviluppata una prima ondata di caldo, poi, ha compensato il ritardo fenologico iniziale. Per il restante mese di giugno la pioggia ha fatto nuovamente la sua comparsa ed i temporali si sono intensificati, appoggiati da non indifferenti grandinate, in particolare nell’orvietano e nelle zone tra Todi e Amelia. A dispetto della grande quantità di acqua caduta in breve tempo, si è osservato il susseguirsi, senza interruzioni, di anticicloni con venti caldi africani ed una bassa escursione termica. tra giorno e notte. Lo stato sanitario si è quindi mantenuto ottimale. Per il troppo caldo, si è anche temuto per l’interruzione della maturazione conseguente alla chiusura degli stomi e al blocco della respirazione e della fotosintesi. Fortunatamente a cavallo di Ferragosto, ad invaiatura ormai conclusa, si sono verificate alcune precipitazioni che, da un lato hanno portato ad un abbassamento delle temperature massime, dall’altro hanno assicurato una buona escursione termica, fondamentale per la sintesi degli aromi per le uve bianche e per la sintesi fenolica delle uve rosse. Alla fine di agosto le uve hanno ripreso un discreto turgore, nelle zone dove la pioggia non è arrivata, i grappoli hanno cominciato a manifestare “stress idrico”.

Soddisfatti i produttori Nelle otto cantine cooperative aderenti a Fedagri-Confcooperative Umbria (si va dal comprensorio orvietano, con le Cantine “Cardeto” e “Monrubio”, alle terre del Sagrantino con la Cantina “Terre de’ Trinci”; dai colli del Trasimeno con “Duca della Corgna” al Grechetto targato “Tudernum”; dai colli martani della “Cantina di Bettona” all’alto Tevere della Cantina “Perusia” passando per i colli perugini dove opera la “Sasso dei Lupi” di Marsciano), che producono circa il 40% delle uve umbre, la vendemmia parte con ottimismo. «L’uva presente nelle vigne già denota in partenza un ottimo stato», afferma il presidente Lodovico Mattoni. «Dai primi dati previsionali che abbiamo raccolto in questi giorni – spiega Mattoni – dovrebbe prospettarsi nelle nostre cantine un incremento intorno al 20% della produzione rispetto alle ultime annate: l’uva, infatti, si presenta sana e per questo ha richiesto mediamente un numero di trattamenti in vigna inferiore rispetto al passato. Se non si verificheranno pertanto fenomeni temporaleschi nelle settimane a venire potremo brindare con un’annata 2015 da ricordare».