Impianto per la selezione del vetro

Nel 2025 la raccolta differenziata degli imballaggi in vetro in Umbria ha raggiunto i 40,7 chilogrammi per abitante, un valore sostanzialmente in linea con la media nazionale di 40,6 kg/ab. Un dato che colloca la regione nel gruppo delle realtà più allineate agli standard italiani e che conferma il ruolo del Centro Italia nel sistema nazionale del riciclo del vetro.

Il risultato si inserisce in un contesto di crescita della filiera. Secondo i dati del Consorzio CoReVe, nel 2025 in Italia sono state avviate a riciclo 2.155.287 tonnellate di imballaggi in vetro, con un aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente. Il tasso complessivo di riciclo ha raggiunto l’82,1%, superando ampiamente l’obiettivo europeo fissato al 75% entro il 2030. Parallelamente, la raccolta differenziata nazionale ha superato le 2,39 milioni di tonnellate, con una quota di vetro effettivamente riciclato pari al 90% del materiale conferito.

Per l’Umbria, oltre al dato quantitativo, assume rilievo anche l’impatto economico del sistema. Nel 2025 CoReVe ha riconosciuto ai Comuni umbri e ai gestori delegati oltre 2 milioni di euro come corrispettivo per la raccolta differenziata del vetro. Si tratta di risorse che rientrano nei bilanci dei servizi ambientali locali e contribuiscono a sostenere i costi della raccolta, del trattamento e della logistica del materiale.

Il sistema non ha solo una dimensione ambientale, ma anche industriale. In Umbria è attiva una filiera del vetro composta da due stabilimenti di produzione di imballaggi — O-I Italy a San Gemini e Vetreria Cooperativa Piegarese a Piegaro — e da un impianto di trattamento del rottame, Eurorecuperi, anch’esso a Piegaro. Queste realtà si inseriscono nella struttura nazionale del comparto, che conta 37 vetrerie e 19 impianti di trattamento, con una quota significativa concentrata nel Centro Italia.

Il valore economico complessivo generato dalla raccolta del vetro si distribuisce anche a livello macro-aree. Nel 2025 i Comuni del Centro Italia hanno beneficiato di 26,4 milioni di euro, in crescita del 28,2% rispetto all’anno precedente. La remunerazione media si è attestata a 69,60 euro per tonnellata, in aumento dello 0,7% sul 2024. In questo scenario, l’Umbria si colloca in linea con le performance dell’area centrale del Paese, che resta sotto la media del Nord ma sopra quella del Sud.

Il divario territoriale resta infatti un elemento strutturale del sistema. Il Nord Italia registra una media di 46,7 kg di vetro raccolto per abitante, il Centro si ferma a 38 kg/ab, mentre il Sud si attesta a 33,6 kg/ab. In questo quadro, l’Umbria si posiziona leggermente sopra la media del Centro, confermando una tenuta del sistema di raccolta differenziata superiore a diverse regioni dell’area.

La leadership nazionale resta alla Valle d’Aosta, con 62,7 kg per abitante, mentre la Sicilia chiude la graduatoria con 28,6 kg/ab. Differenze che riflettono non solo la capacità organizzativa dei sistemi locali di gestione dei rifiuti, ma anche fattori infrastrutturali, densità abitativa e modelli di consumo.

Accanto ai dati quantitativi, il sistema del riciclo del vetro genera anche un impatto ambientale misurabile. A livello nazionale, il risparmio complessivo è significativo: 408 milioni di metri cubi di gas naturale non consumati, 3,9 milioni di tonnellate di materie prime vergini risparmiate e 2,4 milioni di tonnellate di CO₂ evitate. Un beneficio ambientale equivalente alla capacità di assorbimento di una superficie forestale pari a oltre tre quarti della Valle d’Aosta.

Sul piano economico, il mancato conferimento in discarica ha generato un risparmio stimato in 479 milioni di euro. Un dato che evidenzia come la raccolta differenziata del vetro non rappresenti solo una pratica ambientale, ma anche un elemento di riduzione dei costi complessivi del sistema di gestione dei rifiuti.

Secondo il presidente di CoReVe, Gianni Scotti, il 2025 ha rappresentato un anno di consolidamento per la filiera. In un contesto caratterizzato da consumi deboli e volatilità delle materie prime seconde, il sistema ha continuato a generare valore ambientale, industriale ed economico per il Paese. Il rafforzamento della qualità della raccolta resta uno degli obiettivi centrali: «Un vetro più pulito e correttamente conferito consente infatti di aumentare l’efficienza del riciclo e il valore economico restituito ai territori».

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