Rifiuti in alcuni cassonetti di San Sisto (foto U24)

È stata definita «una data epocale» quella del 5 ottobre prossimo quando, a San Sisto e Castel del Piano, per migliaia di persone scatterà il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta, andando così a chiudere dopo quasi 20 anni un cerchio. Il passaggio dalla raccolta stradale al porta a porta è infatti iniziato nel 2007 e San Sisto e Castel del Piano erano proprio gli ultimi due grandi quartieri in parte sguarniti. Tutte le informazioni sul nuovo servizio sono state date giovedì a Perugia nel corso di una conferenza stampa tenuta dall’assessore all’Ambiente David Grohmann e dal direttore operativo di Gesenu Massimo Pera.

I tempi L’operazione, dal costo di circa un milione di euro tra acquisto dei materiali e spese operative, durerà in tutto tre mesi. Dal 6 luglio al 16 ottobre in piazza Martinelli 9, a San Sisto, sarà aperto l’ecosportello (lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 13 e dalle 15 alle 17 il lunedì e il mercoledì) in cui sarà possibile ricevere informazioni e anche ritirare le chiavi per aprire i contenitori dedicati ai condomini. Dal primo luglio invece inizierà la consegna dei materiali porta a porta da parte di personale incaricato da Gesenu, muniti di tesserini di riconoscimento e divise (sul sito dell’azienda sono a disposizione anche tutte le carte di identità del personale); appuntamenti in cui bisognerà sottoscrivere il contratto di comodato d’uso gratuito. Il nuovo servizio scatterà dal 5 ottobre, giorno dal quale inizierà la rimozione dei cassonetti stradali, meta nel corso dei mesi del “turismo” dei rifiuti proveniente da altre zone della città.

Assemblea San Sisto raccolta differenziata
Uno dei cartelli affissi a San Sisto in vista dell’assemblea del 22 (foto U24)

I numeri Nel complesso il territorio di riferimento conta circa 6.900 utenze Tari, di cui 6.350 domestiche e 526 non domestiche. Oggi il modello domiciliare Tris è già attivo per il 67 per cento delle utenze domestiche e per il 60 per cento di quelle non domestiche. Restano quindi da coinvolgere circa 2.100 famiglie e 200 attività che utilizzano ancora i cassonetti stradali da 2.400 litri. In generale si parla di oltre 15mila persone, come un comune umbro di medie dimensioni.

David Grohmann Massimo Pera
Da sinistra David Grohmann Massimo Pera (foto U24)

Il Tris Il nuovo sistema estenderà il modello Tris a tutte le utenze, con contenitori domiciliari per carta, plastica, metalli e rifiuto secco, affiancati da piccoli mastelli per l’organico. La frequenza di svuotamento sarà calibrata in base alla dimensione dei civici e al numero di residenti: nelle piccole unità domestiche la raccolta sarà mensile per il Tris e bisettimanale per l’organico, mentre nei condomini più grandi le frequenze variano fino al ritiro settimanale o bisettimanale, a seconda del numero di utenze. Anche le attività commerciali saranno suddivise secondo il volume di produzione, con svuotamenti più frequenti per ristoranti e supermercati. Un sistema simile a quello applicato l’anno scorso a Ponte San Giovanni, dove sono a disposizione anche le ecoisole, non adatte invece a Castel del Piano e San Sisto, dove i condomini sono più piccoli. A non cambiare invece è la raccolta del vetro, l’unica che rimarrà stradale attraverso le campane dedicate.

Controlli Per garantire tracciabilità e controlli, tutti i contenitori saranno dotati di tag Rfid (una piccola “etichetta” elettronica che consente di identificare e tracciare oggetti), associati univocamente a ciascuna utenza tramite tablet durante la consegna. Tag che serviranno a contabilizzare gli svuotamenti, creando così le condizioni per la futura applicazione del sistema di tariffazione puntuale. Alle utenze singole già servite dal Tris, sarà consegnato anche il mastello per l’organico mentre gli altri contenitori saranno taggati. Previsti anche due incontri con la cittadinanza per spiegare tutte le novità: la prima assemblea si terrà il 22 giugno alle 21 al Teatro Brecht di San Sisto, mentre il 2 luglio l’appuntamento è sempre alle 21 al cva.

Costi e percentuali Per quanto riguarda i costi, Gesenu ha spiegato che si parla di circa 800mila euro per l’acquisto dei contenitori, che saranno “scaricati” sulle bollette dal 2028, mentre per le spese gestionali si parla di 217mila euro, inseriti già quest’anno nelle bollette in arrivo in questi giorni. L’estensione del servizio porterà a un incremento della raccolta differenziata di circa un punto percentuale: attualmente Perugia è al 73,4 e quindi con l’operazione San Sisto e Castel del Piano il comune si avvicinerà all’obiettivo del 75 per cento fissato dalla Regione per il 2028: «Pensiamo di raggiungere l’obiettivo – ha detto Grohmann – con un certo vantaggio».

Benefici «È una grande soddisfazione – ha detto – e nel complesso non è stato semplicissimo. Nei due quartieri una parte della popolazione è già servita dal Tris, quindi la trasformazione sarà più “tranquilla” rispetto a Ponte San Giovanni». Novità che «saranno di grande beneficio perché i luoghi dove ci sono i cassonetti diventano inevitabilmente posti dove abbandonare i rifiuti», come ben sanno i residenti dei quartieri. «Per noi – ha concluso Grohmann – quella del 5 ottobre sarà una data epocale perché si chiuderà un cerchio dopo poco meno di 20 anni, andando a incrementare trasparenza, controllo, pulizia e ordine». «Il peso specifico di Perugia sui dati regionali – ha aggiunto Pera – è importante. Sarà un’operazione di upgrade non radicale come a Ponte San Giovanni». In programma anche verifiche su chi non è iscritto alla Tari: come a Ponte San Giovanni anche nei due quartieri è assai possibile l’emersione di utenze “fantasma”.

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