di Chiara Fabrizi
Nel 2024 sono stati 36 i comuni che non hanno raggiunto le previsioni annuali di raccolta differenziata indicate dal Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti, approvato dall’assemblea legislativa nel novembre 2023. Lo certificano la delibera e gli allegati approvati dell’Auri (autorità umbra rifiuti e idrico) che tirano le fila sui risultati ottenuti dai gestori del servizio nei quattro sub ambiti territoriali in cui è suddivisa la regione. Umbria24 ha elaborato una mappa interattiva per scoprire il livello percentuale di raccolta differenziata in ognuno dei 92 comuni: è sufficiente passare il cursore sul territorio per conoscere il risultato.
A livello comprensoriale, comunque, va subito detto che tre dei quattro sub ambiti sono riusciti a tagliare il traguardo fissato della Regione e calibrato per ciascuna area: si trata del sub ambito 1 di Città di Castello e Gubbio; il 2 di Perugia, Assisi, Todi e Trasimeno; e il 4 di Terni e provincia. Non raggiunge le previsioni di raccolta differenziata indicate nel Piano regionale, invece, il sub ambito 3 di Foligno, Spoleto e Valnerina, per il quale peraltro era stato previsto il livello più basso di separazione di rifiuti.
In particolare, per l’area di Castello e Gubbio il Piano varato dal consiglio regionale prevedeva una quota di raccolta differenzia del 67,1 per cento, che è stato complessivamente raggiunto e superato dai 14 comuni che compongono l’Ambito 1, i quali hanno chiuso il 2024 a 68,7 per cento. Nell’allegato, però, l’Auri evidenzia che nove comuni si sono fermati al di sotto del livello di differenziata indicato dalla Regione e si tratta di Citerna (65,4 per cento); Costacciaro (45,7); Fossato di Vico (50,7); Gualdo Tadino (66,4); Monte Santa Maria Tiberina (44,1); Montone (61,5); Pietralunga (50,1); Scheggia Pascelupo (59,3); e Sigillo (57,7).
Promosso complessivamente anche l’Ambito 2 che in base al Piano regionale avrebbe dovuto chiudere il 2024 con un livello di raccolta differenziata dei rifiuti al 69,3 per cento, mentre nel rendiconto dell’Auri il risultato finale è 70,9 per cento. Nei documenti deliberati dal consiglio direttivo, però, si apprende però che 11 comuni sono stati “rimandati”, ovvero Città della Pieve (58,7 per cento); Collazzone (64,3); Corciano (65,9); Deruta (63,3); Fratta Todina (67,5); Marsciano (67,5); Massa Martana (65,3); Monte Castello di Vibio (64,8); Paciano (67,3); San Venanzo (65,5); Tuoro sul Trasimeno (62).
Sempre dolente il bilancio sulla gestione dei rifiuti nel sub ambito 3, per il quale la Regione si era limitata a fissare per la fine del 2024 un livello di raccolta differenziata pari al 60,9 per cento, che complessivamente il territorio non ha raggiunto, attestandosi al 31 dicembre scorso al 58,6 per cento. L’allegato dedicato al comprensorio di Foligno, Spoleto e Valnerina, però, segnala che otto comuni hanno singolarmente superato la previsione segnata nel Piano per il sub ambito 3 e si tratta di Campello sul Clitunno (63,6 per cento); Castel Ritaldi (67,9); Foligno (61,3); Giano dell’Umbria (67,4); Gualdo Cattaneo (70,9); Spello (61,9); Spoleto (64,6) e Trevi (67,8).
Si chiude in bellezza, come ormai capita da quasi un quinquennio, con il sub ambito 4 di Terni e provincia, per il quale infatti il consiglio regionale aveva fissato la previsione più ambiziosa, quella del 72 per cento, che è stata ampiamente superata nel 2024 con un risultato finale del 76,3 per cento. In questo caso, poi, sono appena 6 dei 32 comuni totali quelli a non aver centrato la previsione contenuta nel Piano e parliamo di Allerona (67,7 per cento); Fabro (71,9); Ficulle (66,4); Orvieto (68,2); Polino (66,7); e Stroncone (69,6).
