di Chia.Fa.
L’Umbria è ufficialmente Zona economica speciale (Zes). Sì, perché la commissione bilancio ha appena approvato in sede legislativa, vale a dire senza che il disegno di legge approdi in Parlamento, la manovra voluta dal governo di Giorgia Meloni per il rilancio dell’Umbria e pure delle Marche. Ora a mancare è soltanto la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.
Come già ampiamente emerso la Zes unica già operativa nel Mezzogiorno e ora estesa a Umbria e Marche permette autorizzazioni e semplificazioni, con le due regioni centrali che potranno beneficiare degli stessi strumenti già attivati nel Sud Italia. Il testo prevede che i due presidenti di Regione entrino nella Cabina di regia e indica in 60 giorni l’aggiornamento del Piano strategico della Zes, che dovrà quindi essere rivisto tenendo da conto delle specificità di Umbria e Marche. All’approvazione del disegno di legge fa il paio i fondi previsti dalla manovra economica 2026 per la Zes unica, che ammontano a 2,3 miliardi per il 2026, un ulteriore miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028.
In commissione bilancio la sottosegretaria di Economia e Finanze Lucia Albano, che ha detto di «accogliere con grande soddisfazione il risultato odierno» che ha «garantito un percorso rapido a un provvedimento che dota Umbria e Marche di uno strumento fondamentale per attrarre capitali, stimolare la crescita economica e creare nuova occupazione». A definire la misura «fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio» è stata, invece, la deputata relatrice del disegno di legge Letizia Giorgianni (FdI), che ha sottolineato come «l’Umbria, con l’ingresso nella Zes unica, ottenga per la prima volta gli strumenti di semplificazione, fiscalità agevolata e attrazione di investimenti che fino a oggi erano riservati al Mezzogiorno».
