di Ivano Porfiri

Se si applicassero anche in Umbria le stringenti norme antismog, in vigore in questi giorni in Emilia Romagna, Lombardia e buona parte del Veneto, potrebbero circolare meno di 170 mila auto su oltre mezzo milione, ovvero una su tre. Tante sono le Euro 5 e Euro 6, in un parco auto piuttosto vecchio e dominato dal Diesel. Da noi, per il momento, i blocchi del traffico hanno riguardato solo le Euro 3 o precedenti, che comunque, come vedremo, non sono poche.

Parco auto in Umbria Per la precisione, le auto private per il trasporto di persone in Umbria sono 511.124 su oltre 800 mila veicoli totali. L’analisi di Umbria24, che si basa sui dati ufficiali del ministero dei Trasporti aggiornati al 31 ottobre 2017, si concentra solo su queste, in particolare su quelle con assicurazione e revisione in regola, quindi effettivamente circolanti.

Tante auto vecchie La più antica auto in circolazione è una Fiat immatricolata il 22 luglio del 1915 di proprietà di una 64enne di Perugia. Poi ce ne sono molte degli anni ’30 e ’40. Parliamo di gioielli d’epoca. Ma in giro sulle strade ci sono anche parecchie vetture “vecchie” senza essere necessariamente di pregio. Ad esempio ci sono ancora oltre seimila veicoli immatricolati negli anni ’80, quindi con un’età compresa tra 30 e 40 anni di età.

Classe Euro La stragrande maggioranza dei veicoli circolanti in Umbria sono Euro 4 o precedenti quindi immatricolate fino al 2008. È proprio la classe Euro 4 quella più presente con quasi 174 mila veicoli, seguita da Euro 5 (immatricolazioni tra il 2008 e il 2014) con 109 mila. Le Euro 6, cioè le più nuove, sono meno di 70 mila, mentre le Euro 3 (immatricolate fino al 2006) sono oltre 82 mila, le Euro 2 (dal 1995 al 1999) oltre 49 mila, quasi 9 mila le Euro 1 (dal 1993 al 1995) e circolano ancora 17.400 auto Euro 0 (precedenti al 1993).

Tanti Diesel, poche elettriche Il Diesel la fa da padrone con 246 mila auto in circolazione, staccando quelle a benzina, che sono 177 mila. Lontanissime le altre fonti energetiche: 43 mila montano impianto a Gpl, quasi 42 mila a metano. Le ibride sono in crescita ma ancora poche: circa 1.600 mentre le elettriche pure si fermano ad appena 50.

Futuro incerto Di certo, da qui ai prossimi anni il sistema di incentivi-disincentivi porterà in direzione di uno svecchiamento che penalizzerà i veicoli Diesel più inquinanti in favore delle auto ibride o elettriche (che peraltro non possono ancora godere di una rete di infrastrutture di ricariche diffusa ed efficiente). Un passaggio che non sarà semplice né indolore. Il governo si è rimangiato un emendamento alla finanziaria che voleva inserire una sovrattassa sulle auto Diesel di prossimo acquisto e un incentivo per le elettriche ma è stato fortemente contrastato da produttori e rivenditori. In Francia le proteste dei gilet gialli sono anche per i rincari ai combustibili fossili. Del resto l’aria delle nostre città è sempre più inquinata. Ma un punto di equilibrio tra esigenze ambientali, quelle economiche dei produttori e quelle dei consumatori in tempi così duri sarà difficile da trovare.

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