Le famiglie umbre chiedono aiuto nella gran parte dei casi quando i figli iniziano ad andare a scuola. E’ quanto emerge dai dati delle zone sociali, che fanno riferimento a bandi pubblicati dal 2011 al 30 novembre 2013, e che sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa dalla vicepresidente della Regione con delega al Welfare, Carla Casciari, presentando una nuova tranche di finanziamenti da 4,5 milioni di euro. «I dati Istat – ha premesso – evidenziano che anche nella nostra regione cresce il numero dei nuclei in difficoltà che, nel  2007 era il 29%, nel 2011 ha raggiunto il  39%. Una percentuale che, tenendo conto dell’andamento economico, purtroppo, è destinata a crescere».  

Chi chiede aiuto e perché Tra il 2011 e il 2013 sono stati erogati dalla Regione 4 mila interventi di sostegno a famiglie (nel 57% dei casi italiane e formate da  giovani), che nella normalità non accedono ai servizi standard e che hanno potuto fruire di un sostegno economico immediato compreso tra i 300 e mille euro. Tra le motivazioni che hanno spinto la famiglia a presentare domanda di sostegno, in forma prioritaria (47% dei casi), è emerso l’ingresso dei figli nel mondo dell’istruzione, il 36% ha fatto richiesta per una riduzione del reddito, l’11% per la nascita di figli, il 10% a causa di malattie, il 6% per problemi di alloggio, il 4% per scomposizione del nucleo familiare, il 2% per non autosufficienza di un componente del nucleo familiare.

La nuova tranche Casciari ha quindi annunciato che ammontano a  circa 4 milioni e 500 mila euro le risorse messe a disposizione dalla Regione Umbria per finanziare la seconda tranche di azioni a favore della famiglia, di cui circa 3 milioni sono risorse regionali alle quali si vanno ad aggiungere 1 milione e 500 mila euro di finanziamenti  comunitari nell’ambito dell’ex ‘Fas’ ora ‘Fsc’. Nel 2013 le risorse per la famiglia della Regione hanno superato i 17 milioni di euro.  «L’attenzione alle esigenze dei nuclei familiari – ha aggiunto –  è ancor più necessario oggi, a causa dell’aggravarsi della crisi economica che delinea uno scenario diversificato della situazione che le persone vivono con un numero sempre più elevato di famiglie fragili che, per il sopraggiungere di varie situazioni di svantaggio, rischiano di scivolare nel disagio conclamato, così come famiglie di fascia sociale intermedia, per una riduzione o perdita di reddito in seguito alla crisi economica, oggi costituiscono l’insorgente emergenza sociale». 

Dove vanno i soldi Per la ripartizione dei nuovi fondi è stato deciso un nuovo finanziamento per l’attuazione dell’articolo 7 della l.r. n. 13/2010  e di destinare la somma di  1 milione 500 mila euro a sostegno, come in precedenza, delle famiglie numerose con un “Isee” ricompreso tra i 4.500 euro e 15 mila, che per l’insorgere di una situazione improvvisa come una malattia, perdita di lavoro o precarietà lavorativa, rischia di scivolare nella povertà. La parte restante delle risorse è stata così ripartita: 1 milione 58 mila euro di risorse regionali, al quale si aggiunge 1 milione e 500 mila euro “ex Fas”,  saranno destinati per l’attivazione di servizi essenziali di supporto alla vita quotidiana e al lavoro di cura delle famiglie soprattutto per quelle con minori. In particolare si sosterranno i progetti innovativi finalizzati al sostegno delle coppie giovani anche sul fronte della genitorialità. Infine circa 102 mila euro sono finalizzati alla promozione e sostegno delle associazioni “banche del Tempo”, ed altri 80 mila euro per l’associazionismo familiare. «Si tratta di un percorso condiviso con i Comuni – ha precisato la vicepresidente  – nei prossimi giorni avvierà una serie di incontri con gli assessori comunali alle politiche sociali proprio su queste tematiche, anche in considerazione della rivisitazione del Piano sociale regionale che dovrà tenere in forte considerazione l’utilizzo delle risorse comunitarie».

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