L’Umbria soffre di un serio squilibrio tra produzione e consumo di energia elettrica. A fronte di una domanda regionale di 5560 GWh (gigawattora) la capacità produttiva umbra si ferma a 3100 GWh, con una importazione da altri territori di 2460 GWh, pari al 45 per cento del fabbisogno. Alla capacità produttiva interna concorrono l’idroelettrico per il 22,8 per cento, il termico ed accumuli per il 19,8 per cento ed eolico e fotovoltaico per il 12,7 per cento. L’autonomia energetica regionale è quindi limitata al 55 per cento, con capacità produttive concentrate nel territorio ternano. CONTINUA A LEGGERE

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