di Barbara Maccari
«È grave che su questioni diverse, persone che si muovono in ambiti diversi, politico l’uno, Berlusconi, ed economico gli altri, la Fiat, abbiano nei fatti una reazione simile, e cioè che bisogna cancellare la Costituzione. Maurizio Landini, segretario generale della Fiom Cgil, ha messo vicino i due casi nel corso è del dibattito «Il lavoro e i diritti al tempo della crisi», che si è svolto nel centro socio culturale San Francesco di Umbertide. «Una logica grave – secondo Landini – che non mette soltanto a rischio il lavoro ma la tenuta e il significato democratico della nostra Repubblica. Il rischio è infatti quello che il modello Fiat venga esportato anche al resto del paese. Un modello che preveda come soluzione per uscire dalla crisi un ridimensionamento dei diritti del lavoratore».
Settore in crisi In Umbria esiste un indotto dell’auto molto importante, nella sola Umbertide l’azienda Metalmeccanica Tiberina da lavoro a migliaia di persone. Il settore presenta numerose criticità e Landini ne ha parlato davanti ad una platea di tute blu, rappresentanti sindacali e politici accordi per sentirlo. Presenti anche Vincenzo Riommi, assessore regionale alle attività produttive e Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil di Perugia.
Merloni e Ast Sulle vicende umbre, Landini ha confermato l’impegno per la vicenda Merloni, mentre sulla vertenza Ast ha esortato il governo: «Deve prendersi degli impegni e ci deve mettere la faccia».
No unità sindacale Ma il tema maggiormente trattato è il muro contro muro tra la Fiom e la Fiat: «Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha ci ha dato ragione, il 4 settembre è stato firmato un atto di una gravità inaudita. Cisl, Uil e Ugl non vogliono l’unità sindacale, ma hanno accettato il ricatto della Fiat. Si tratta di un accordo folle che va contro i principi indicati dalla Corte e che sta cancellando l’esistenza del sindacato confederale in questo paese e la libertà delle persone di scegliersi il sindacato che ritengono più idoneo».
Agibilità sindacale In particolare Landini critica il paragrafo dell’accordo nel quale si dice che «L’unico riferimento contrattuale in Fiat rimane il contratto specifico di lavoro e che chi lo ha firmato si impegna a difendere quell’accordo, se necessario, anche per via giudiziaria. Infine che solo chi firma il contratto specifico di lavoro ha l’agibilità sindacale». «La Corte Costituzionale – precisa Landini – ha stabilito invece che non è vero che l’agibilità sindacale è determinata dalla firma degli accordi, ma dalla rappresentatività, e cioè quando hai iscritti e quando prendi i voti».
Nuovo Suv Maserati Il segretario generale della Fiom critica anche la scelta di Fiat di produrre a Mirafiori il nuovo suv Maserati, quindi una gamma di auto extra lusso: «Non c’è alcun impegno scritto su cosa si farà e con quali tempi. Il polo del lusso oltretutto non può garantire l’occupazione attuale a Mirafiori. Non conosco stabilimenti che danno lavoro a 5.000 persone solo con un suv. Se c’è solo quello possiamo a spanne dedurre che metà lavoratori resteranno fuori. Marchionne tre anni fa diceva che per fare lavorare tutti a Mirafiori servivano 1.000 auto al giorno, 250-280.000 auto all’anno. Diceva che non poteva perdere mesi a discutere ma in tre anni non ha fatto nulla. Credo che sia impossibile produrre 280.000 suv e venderli».
Ridimensionamento «I volumi della produzione non crescono e se non si fanno nuovi modelli in Italia come si può uscire dalla crisi? – si domanda Landini – Marchionne sta silenziosamente e volutamente effettuando un ridimensionamento dell’azienda Fiat in Italia e nessuno gli dice niente, né i governi passati, né quello attuale, tutto tace. L’investimento più grosso l’azienda l’ha fatto in Brasile, nel nostro paese non ha investito un euro. Il governo dovrebbe convocare un tavolo con tutti gli interessati e discutere seriamente di politica industriale».
