Gli umbri scelgono, o meglio, sono costretti a vacanze brevi e low cost. La conferma arriva dal bilancio di “mezza estate” della Fiavet, l’associazione delle agenzie di viaggio della Confcommercio. Sempre secondo le agenzie di viaggio è, invece, in crescita il turismo in Umbria nonostante la pazza estate metereologica. Una valutazione di certo quantomeno parziale, che va circoscritta a un canale che raccoglie solo una parte di chi va in vacanza, che sempre di più utilizza internet per organizzare le proprie ferie.
Vacanze senza soldi Secondo la Fiavet, fermo restando che molti ci rinunciano, gli umbri che ancora si concedono vacanze scelgono soluzioni low cost: per lo più si va al mare, con durata difficilmente superiore alla settimana; ma c’è sempre lo zoccolo duro di chi preferisce la montagna e la vacanza all’estero. Chi resta in Italia per lo più utilizza il “fai da te”, mentre chi sceglie un paese straniero – i preferiti restano Spagna, isole della Grecia, capitali europee, mentre chi passa l’oceano predilige Usa e Maldive – si rivolge normalmente alle agenzie di viaggio. E chi va in agenzia si divide in due fasce: un 70% circa che arriva solo avendo chiaro il budget, per poi farsi consigliare sulla destinazione affidandosi alla competenza ed esperienza delle agenzie, che rimangono un preciso punto di riferimento, e un 30% che invece sa già dove vuole andare, e si fa consigliare solo sui dettagli e gli aspetti accessori.
Arrivi in crescita Quanto all’incoming, quello della Fiavet-Confcommercio è un bilancio che registra una crescita negli arrivi, sia pure modesta, e legata soprattutto alle presenze di stranieri.«In questi primi due mesi di ‘pazza’ estate si è verificata una crescita – sottolinea Ivana Jelinic, presidente Fiavet Umbria – ma parliamo di 1-2 punti percentuali, quindi valori lontani da quelli necessari per dare una svolta alle presente turistiche nella nostra regione e respiro alle imprese del settore, che versano in una situazione molto critica».
Nord e stranieri Per quanto riguarda il mercato domestico, che risente molto della crisi ed è dunque piuttosto stagnante, le agenzie che fanno incoming hanno riscontrato interesse soprattutto nel Nord Italia e nel turismo individuale e delle famiglie, attratte dalla caratteristica immagine dell’Umbria come terra che produce eventi, cultura, buon vivere legato alla natura e alla enogastronomia. Positivo invece l’andamento degli stranieri, anche se rimane il limite della bassa permanenza e della considerazione dell’Umbria prevalentemente come “terra di passaggio” per gruppi che hanno come base e soggiorno le regioni confinanti. Un limite che Umbria Incoming si adopera per superare con una offerta quanto più possibile ricca e composita.
Bene gli eventi «Gli eventi continuano a mostrare – dichiara la presidente Fiavet – una forte capacità di attrazione, andrebbero dunque potenziati e diversificati, evitando sovrapposizioni e concomitanze. Nell’appeal che l’Umbria esercita sugli stranieri ha inciso ad esempio molto positivamente la mostra fotografica Sensational Umbria, inserita in tanti pacchetti turistici. L’incoming, che sta già dando buoni frutti, ha ancora ampie prospettive di crescita, e su di esso occorre investire di più, orientandoci verso il potenziamento del complesso di servizi più richiesti dal nostro mercato target, in particolare quello delle famiglie, e qualificando sempre più l’offerta».
